Il libro di luglio

“Noi siamo abituati a credere che siamo quello che vediamo nello specchio, ma non è vero: lo specchio non può bastare di per sé perchè è bidimensionale, ha solo altezza e larghezza, mentre noi di dimensioni ne abbiamo almeno tre”

Un volumetto piccolo e denso, che inizia parlando dell’acume dei gatti per aprirsi poi a molto altro….

Non vi anticipo altro, leggerlo è una delizia.

Igor Sibaldi – il tuo aldilà personale – ed. Spazio Interiore

Un abbraccio

La scoperta è l’esatto contrario dell’errore. Se tu scopri non puoi sbagliare.

Si comincia a sbagliare non appena si smette di scoprire

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Il libro di febbraio

Questo mese propongo un romanzo di qualche anno fa. L’autore è lo scrittore turco Orhan Pamuk.

Veniamo trasportati nella storia, colma di particolari, di un’ossessione amorosa. Non racconterò nulla, a voi scoprirla se vorrete. Io ho trovato spunti importanti per il cammino personale verso la ri – scoperta di noi stessi.

  • Cos’è un’ossessione, in questo caso amorosa, ma non solo. Da dove nasce un pensiero così potente da bloccare il flusso di un’esistenza, cristallizzarla.
  • Le scelte che operiamo hanno sempre conseguenze, delineano in qualche modo il percorso che abbiamo deciso di intraprendere e qualcosa deve essere lasciato indietro, il qualcosa che non è stato oggetto di scelta. Che rapporto abbiamo con le responsabilità delle nostre decisioni e azioni conseguenti? Possiamo, riusciamo eventualmente a tornare indietro se ci rendiamo conto che è ciò che vogliamo?
  • Il passato, che valore ha per noi? Qualcosa che non è più e come tale va lasciato andare, un macigno che pesa sulla nostra presente esistenza, un bagaglio di esperienza che ci ha reso ciò che siamo oggi? Qualcosa che ci influenza inesorabilmete, diventando alibi per non guardare l’oggi?
  • Gli oggetti….feticci, oggetti rituali quasi. Che rapporto abbiamo con la memoria degli oggetti? Riusciamo a disfarcene facilmente o ne siamo legatissimi?

Ecco, come vedete c’è tanto ! Se questi temi vi ispirano e incuriosiscono, buona letturapamuk-museo

Come intendiamo il Perdono ?

Come siamo abituati a “sentire” il  Perdono? Spesso ne abbiamo una concezione distorta: Non è un cedere, un porgere l’altra guancia, un farsi vittima….tutt’altro, è il superamento  di un momento/episodio traumatico. E’ un lasciar andare, un atto prezioso per noi  e gli altri.   Il perdono ci guarisce.fred

Nell’articolo trovate riflessioni in proposito, buona lettura!

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