La resa

Molti di noi hanno difficoltà con il concetto di resa, che viene intesa come colpevole rinuncia, segno di debolezza, talvolta codardia, insomma evoca giudizi con cui ci si sente scomodi, sbagliati, inadeguati, non all’altezza degli altri.

Nella nostra società spesso si respira la credenza per cui chi resiste è più forte, più degno, insomma migliore, in una visione della vita come continua lotta, performance, gara ad ostacoli per dimostrare di essere i più forti.

Mi accade sovente nei percorsi con i clienti, di constatare quanto questa resistenza sia potente, anche se essi stessi si rendono conto di quanto il non riuscire a mollare ogni tanto sia per loro dannoso e non porti a nulla se non a frustrazione e grande pesantezza.

La resa di cui parlo è risultato della consapevolezza che talvolta gli eventi della vita vanno come a noi non piace, come non ci aspettavamo, anche in maniera ingiusta, proprio così.

E allora cosa vogliamo fare? Possiamo continuare a resistere a ciò che ci accade ingaggiando una lotta che ci porta a ….. cosa? A lottare spesso perdendo anche di vista il punto, in una modalità di aggressione nei confronti della vita e di noi stessi (poichè ci sentiamo incapaci di “dominare gli eventi”) che presto ci presenta il conto in termini di rabbia, prostrazione e anche sintomi fisici.

Oppure possiamo poco a poco fare pace con ciò che non è in nostro potere cambiare, lasciarlo andare e rivolgere le energie a tutto ciò che invece possiamo fare per ampliare lo sguardo, liberare le risorse che prima erano sepolte sotto la modalità di resistenza ad ogni costo, ed utilizzarle in armonia con chi siamo e col bisogno del momento, ognuno trovi la sua personale, unica ricetta.

Vedo troppo spesso persone bloccate da anni su vicissitudini ormai antiche trasformate in un rancore verso se stessi e/o gli altri che li acceca e non fa più vedere loro quanto ancora sia possibile vivere con gioia e pienezza.

E allora di fronte a ciò che non possiamo cambiare ben venga la RESA a farci cambiare strada ed indicarci il cammino verso una nuova realizzazione, forti anche del bagaglio delle nostre ferite, delusioni, arrabbiature. Come dico sempre, anche qui abbiamo possibilità di scegliere: mi piace dire che forse chi NON si arrende è perduto.

Potete leggere: Dovunque tu vada, ci sei già – Jon Kabat Zinn

La giusta distanza (o vicinanza)

diventachisei

Talvolta mi si chiede quale sia il “sano equilibrio” nelle relazioni….domanda difficile! Cosa rispondere…voglio farlo citando Nicola Ghezzani, uno psicoterapeuta di cui apprezzo molto l’approccio, e che su questo delicato argomento vola davvero alto.

” Quali sono le modalità relazionali positive che contraddistinguono un amore o un’amicizia sani? RitengoDUE.

La prima è la distanza che si esprime nel rispetto partecipe, laddove i partners o gli amici sappiano stare lontani l’uno dall’altro nel rispetto per ciò che l’altro è di per sè. Con la pratica della distanza e del rispetto partecipe chi ama può ammirare, percepire la vita dell’amato nella sua piena autonomia, e goderne. E’ una forma dell’amore maturo.

La seconda è la vicinanza liberatoria, laddove partners e amici stiano vicini con la volontà di generare nell’altro il bene supremo della libertà (inclusa la paradossale libertà DAL legame stesso ). Con la vicinanza liberatoria chi…

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Un percorso

Ho terminato la scorsa settimana il percorso individuale con P. ed ecco cosa lei si porta a casa dopo i mesi di esplorazione insieme:

– Come gli altri possono reagire alle situazioni non ha necessariamente e che vedere con me, ma con loro. Non è colpa/responsabilità mia.

– Ognuno ha la propria percezione di ciò che accade, la propria lettura degli eventi. Non posso pretendere che l’altro legga un accadimento come lo leggo io, che si comporti come farei io. In sintesi: IO è il mio personale criterio di lettura del reale, e non è universale.

– P. si sente molto più serena nel rapporto con il suo capo, non teme più il suo giudizio. La sua priorità è fare del suo meglio e sentirsi soddisfatta.

– In ambito familiare non dipende tutto da lei, non sente più solo su di lei il peso di certe dinamiche con la famiglia di origine.

– A fine percorso P. si sente più leggera, sicura di dov’è e dove vuole andare, si è allenata a guardare le aspettative per quello che sono e non a dipendere da esse, così come a non avere bisogno dell’approvazione degli altri.

Più serena e centrata procede nella vita.

Io le sono grata per la sua tenacia, energia e capacità di tradurre le emozioni e di agire. Un lavoro meraviglioso.

Chiedimi un incontro conoscitivo gratuito: ferrariste66@gmail.com

Cose che so (ad oggi)

Periodo particolare e complesso in cui ho sentito il bisogno di raccogliermi e dare spazio al silenzio laddove c’è tanto rumore, tante, troppe voci. Mi sono sentita spesso sopraffatta, confusa e non riuscivo più a sentire la mia, di voce.

Eccomi a condividere molto sinteticamente quanto ho scoperto, riscoperto, ascoltato nelle sessioni con i clienti, letto, osservato, trovato dentro di me:

_ La prima guerra che ognuno di noi affronta quotidianamente è spesso guerra contro se stesso, con quelle parti di noi che rifiutiamo o non vogliamo vedere. Proprio perchè le evitiamo o combattiamo queste parti ci dominano, ci sovrastano, ci sfiniscono. Ci conviene farci i conti e prima lo facciamo, meglio cominciamo a sentirci. Parliamo e straparliamo di pace quando poi siamo in un conflitto costante con chi ci è più vicino.

_ Quello che non assimili lo ripeti all’infinito”. Dal bellissimo “Heartland” di Sarah Smarsh, lettura che consiglio vivamente: amore, traumi, povertà, talenti, personaggi arruffati, fragili e forti. Uno spaccato di umanità dolente che non si arrende e celebra la vita.

_ Forzare troppo la mano non funziona quasi mai. Chiediamoci perchè stiamo facendo così fatica, forse non stiamo guardando nella direzione giusta per noi. O forse le motivazioni che ci guidano non ci appartengono fino in fondo.

_ Quando mi sento troppo sicura di una credenza, di qualcosa che continuo a raccontarmi, allora è il momento di metterla in discussione, provare a guardare/guardarmi diversamente. Spesso scopro tesori.

_ Cose che in questo periodo mi fanno provare maggior disagio: la guerra, la violenza verbale, l’informazione prepotente e di pessima qualità, il pensiero unico, non riuscire a studiare quanto vorrei, la mia vista che peggiora.

_ Cose che mi danno gioia: il mio lavoro, la connessione con le persone a me care, il mio gattone, le mie letture, la primavera che si fa strada, la fiducia nella vita, sempre.

Cerco di essere migliore ogni giorno, al meglio che posso.

Scrivimi: ferrariste66@gmail.com

Pulizia di Primavera

Ed ecco tornata Primavera, con la sua energia di trasformazione e nuova freschezza che è bene utilizzare al meglio, soprattutto in fasi energeticamente complesse come quelle che vivamo da un paio di anni a questa parte.

E’ un ottimo momento per prenderci cura di noi a partire dalle emozioni che ci comunicano esattamente “dove siamo”, cosa va o non va più per noi, cosa abbiamo bisogno di superare o lasciar andare,cosa potenziare, su cosa focalizzarci per sentirci più in armonia con noi stessi, procedere o attivare cambiamenti.

Vi aspetto allora in tre date a vostra disposizione, il 30 marzo, 6 e 13 aprile.

Incontri individuali di un’ora di coaching per:
_ fare pulizia, riordinare emozioni, stati d’animo particolarmente pesanti che magari non ti servono più ma che continui a trascinare con te.
_ fare chiarezza in una o più situazioni che ti trovano a disagio, che vuoi cambiare, che non sai come sbrogliare.
_ dare il via a nuove energie, focalizzarti su un obiettivo, un cambiamento che insegui da tanto ma, chissà perchè, “non è mai il momento giusto”.
Il momento giusto è sempre quello presente!
*Gli incontri possono svolgersi anche online*
PER PRENOTARE SCRIVIMI: ferrariste66@gmail.com

Un cammino comincia sempre dal primo passo”

(Ri) Trova il tuo Centro

Ansia, confusione, mancanza di tempo, momenti di difficoltà, cambiamenti importanti, relazioni complicate.
Ecco alcune delle situazioni che ci allontanano dal nostro Centro, quel nucleo profondo ed unico dove risiedono le intuizioni, le risorse, le risposte ai momenti difficili e le decisioni più adatte a noi, più in sintonia con chi siamo.

Regalati un momento di riflessione, ascolto e cura delle emozioni in un colloquio individuale di coaching.

Mai come ora è prezioso condividere, ascoltarsi, sentirsi.
Ti aspetto, puoi prenotare e/o chiedere informazioni tramite mail: ferrariste66@gmail.com

Gli incontri possono svolgersi in presenza e online

“Per quanto possa essere lungo un viaggio, si inizia sempre dal primo passo”

Lao Tze

Leggi che ti passa

Ecco il mini appuntamento di fine anno con le letture per me più significative in questo 2021. Tra letture di studio e letture di piacere (che poi per me è un pò la stessa cosa) voglio segnalarvi queste:

_ IL CAMBIAMENTO STRATEGICO – Giorgio Nardone e Roberta Milanese, ed. Ponte alle grazie:

Che vuol dire cambiamento? Questa meta spesso tanto agognata che caratteristiche deve avere per essere davvero efficace? E’ possibile pensare forme di cambiamento che restino poi immutabili? Quali sono i tempi del cambiamento, che valore hanno le motivazioni profonde che ci spingono a voler cambiare? Che significa cambiamento esteriore o interiore, cosa comporta?

Un interessantissimo ed affascinante trattato per chi voglia esplorare o esplorarsi rispetto a questo tema.

_ INTELLIGENZA EMOTIVA PER LA COPPIA – John Gottman, ed. Bur.

Esiste un collante per la coppia, e se si cosa può essere? Come affrontare i momenti complicati, in cui i partners si trovano fuori sintonia e sembrano aver perso un sentire comune? Come comunicate all’interno della coppia? Come gestite i conflitti?

Per imparare o reimparare a danzare insieme attraverso la vita, i cambiamenti, le emozioni nostre e del partner.

_ TRAUMA E MEMORIA – Peter Levine, ed. Astrolabio:

Lettura appassionante dove seguiamo il percorso della memoria rispetto ad eventi traumatici, per scoprire che la memoria di un trauma ha un percorso e peculiarità tutte sue. Nulla è come sembra.

_ QUESTO IMMENSO NON SAPERE – Chandra Candiani, ed. Einaudi:

Un libricino di pensieri, poesie, da leggere anche aprendo a caso le pagine. Riappropriarsi del senso di meraviglia, scoperta, nuova visione. Ricordarsi che non tutto è da dare per scontato, che tutto è mutamento, trasformazione, passaggio. Riappropriarsi della lentezza, del silenzio, almeno ogni tanto, per ritrovare la nostra voce più profonda, i nostri gesti piccoli e pieni di significato. Una lettura per cambiare sguardo.

Buone letture, dunque, con i miei migliori auguri di buona fine e nuovi inizi

CONTATTAMI: ferrariste66@gmail.com

Lezioni

Ultimamente ho iniziato a prestare più attenzione del solito a come mi sento dopo ogni sessione di coaching: come sta il mio corpo, più o meno teso, rilassato, leggero, contratto e in quali punti.

Osservo se ci sono (eccome se ci sono) temi portati dai clienti che mi risuonano più di altri e come mi fa sentire ascoltarli. Quali sono le caratteristiche dei clienti che più mi stimolano, che più mi mettono in difficoltà, che sono per me una sfida. La peculiarità che più amo nel mio lavoro è proprio questa: non c’è mai una sessione uguale ad un’altra, ogni cliente è unico, con sue proprie dinamiche. Ogni voce, ogni corpo unici. Meraviglioso.

Dunque ecco di seguito cosa ho osservato/imparato nell’ultimo mese di lavoro con coppie e in sessioni individuali:

_ Possiamo imparare a convivere serenamente con i nostri “spigoli” e trasformarli in risorse che non avevamo mai considerato.

_ Nessuno di noi può essere responsabile della felicità/infelicità di qualcun altro.

_ Non sapere quasi sempre è molto meglio della pretesa di sapere già tutto.

_ Quando riusciamo a mollare il controllo eccessivo troviamo tesori.

_ Le etichette con cui ci definiamo diventano spesso la nostra prigione.

_ Chiedere ciò di cui abbiamo bisogno è importante e terapeutico. Pretenderlo no.

_ L’emozione più scomoda è quasi sempre la rabbia. La temiamo a tal punto che finiamo talvolta per sopprimerla completamente, non la sentiamo più (“ma io non mi arrabbio mai..”) e allora son dolori.

_ La nostra realtà interiore è figlia della nostra storia personale e delle nostre percezioni. Questo talvolta ci rende ciechi e sorde a nuovi modi di guardare.

…….To be continued…..

Scrivimi per un incontro esplorativo gratuito: ferrariste66@gmail.com

Un libro per….

Per caso (che poi non esiste) mi è capitato per le mani questo libro che trovo magico.

Un insieme apparentemente disordinato di pensieri, ricordi, riflessioni ma soprattutto mi ha colpito il titolo: Questo immenso non sapere.

L’ho trovato davvero stupendo, troppo spesso ci viene chiesto di essere sempre adeguati, all’altezza, pronti, e se così non è ci sentiamo falliti, delusi da noi stessi, frustrati. Gli eventi stessi ci mostrano però che non è davvero possibile farci sempre trovare preparati, e allora che fare? Come è stabilito che dovremmo sentirci quando non riusciamo ad “essere sul pezzo”?

Ad ognuno la sua risposta, e se vorrete leggere questo libro forse potete scoprire qualcosa di voi.

Chandra Candiani – Questo immenso non sapere – Einaudi

Mi è piaciuto tanto questo commento : “sono grata a Chandra Candiani perchè non ci invita a pensare che si possa sempre intonati al mondo. Delle volte si è stonati, delle volte si è sordi”.

Contattami per un incontro conoscitivo