Il contatto con se stessi

8 giugno 2014 PERDERLO

  • quando incolpiamo sempre “l’altro” di qualunque evento, di tutto ciò che non ci piace, delle nostre piccole sconfitte, frustrazioni, mancanze. Non riusciamo, o non vogliamo, assumerci la responsabilità delle nostre scelte.
  • quando inseguiamo obiettivi che sappiamo in fondo non essere veramente NOSTRI.
  • quando ci sentiamo quasi sempre spossati e senza forze, senza apparente motivo. Il nostro corpo sta utilizzando troppe energie per “controllare”, tenere a bada qualcosa dentro di noi che non ci piace, non ci appartiene.
  • quando la nostra autostima è così bassa da paralizzarci. Ci incolpiamo di qualunque cosa e ci sentiamo dei completi inetti . Siamo talmente nascosti a noi stessi da non riuscire a trovare in noi risorse o talenti, che SICURAMENTE possediamo.
  • Il nostro corpo ci urla il suo disagio con contratture, emicranie, disturbi del sonno e del tono dell’umore.

   RICONQUISTARLO

  • diventiamo consapevoli del nostro centro, delle nostre responsabilità e del potere delle nostre scelte personali. Riusciamo a riconoscere e ad ammettere i nostri errori e li utilizziamo come leve per fare meglio in futuro. Facciamo tesoro di ciò che ci accade.
  • Vediamo con chiarezza e lucidità gli obiettivi che desideriamo perseguire, li sentiamo profondamente NOSTRI.
  • L’energia bloccata torna a fluire e ci sentiamo vigorosi, pieni e forti.
  • Troviamo. o ritroviamo, le nostre uniche qualità e lavoriamo per impiegarle al massimo delle nostre possibilità. Se qualcosa non va come avremmo desiderato, la nostra autostima non ne risente, elaboriamo l’accaduto e lo sfruttiamo per il meglio.
  • Il livello di stress si riduce notevolmente, siamo in armonia col nostro corpo.

 

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Io, Stefania

Ad oggi,  la mia vita è al capitolo 2.

C’è un capitolo 1, quello in cui ho terminato gli studi classici, ho frequentato la facolta’ di Lingue, mi sono resa economicamente indipendente. Grazie al mio lavoro (posto fisso, sicuro) ho potuto coltivare i molti interessi e soddisfare la mia vivace curiosità, ho potuto viaggiare tanto. Molto bene….fin qui, certo. Ma c’è sempre stata una vocina inquieta che lamentava la mancanza di spazi di creatività, di maggiore autonomia personale, del coltivare i MIEI talenti, insomma di seguire una mia strada. Non stavo bene, anche se mi convincevo strenuamente del contrario, sentendomi anche in colpa, un’ingrata perchè non riuscivo a sentirmi davvero appagata da  tutto quello che avevo, che non era poco, lo riconosco. Ma non andava piu’ bene per me.

Dopo tanti anni di lavoro su di me arriva il 2014, l’anno che, con  i suoi infausti eventi, ha dato la svolta alla mia vita. Tutti gli antichi riferimenti vengono a mancare, e mi rendo conto che questa è la vita, l’illusione di stabilità ce la creiamo noi perchè ci serve. Con tanta fatica e sofferenza  arriva anche una nuova consapevolezza. Quella che sembrava una disfatta totale si rivela l’occasione che ci voleva.

Lascio poi il lavoro (siamo al 2015) ma continuo a lavorare su di me.  Continua a leggere →