Un libro per Agosto

Siamo ciò che pensiamo di essere.

Fino a non molto tempo fa affermazioni come questa venivano bollate come “banalità new age”, oggi sono scientificamente validate grazie ai preziosi passi avanti delle neuroscienze.

Ecco dunque un libro indicato se volete ampliare visione, cominciare a sovvertire antichi schemi e credenze in base ai quali vi vedete e che credete immodificabili.

Sette punti, sette elementi chiave per percepirvi in una nuova luce, per diventare più consapevoli della vostra natura profonda, della vostra unicità e dei vostri talenti, per migliorare significativamente la qualità della vostra realtà, si, vostra perchè di fatto la create voi.

Chi siamo veramente? Leggete questo libro!

Vi auguro un sereno e luminoso agosto, un abbraccio

Stefania

Le sette leggi spirituali del successo – Deepak Chopra, Pickwick edizioni

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Chi credi di essere?

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La mia non vuole affatto essere una provocazione.
Esistono sempre più numerose evidenze scientifiche (grazie allo sviluppo delle neuroscienze) che ci mostrano come molto di come viviamo e vediamo la nostra vita dipenda dal potere che attribuiamo a noi stessi e alla fiducia nella possibiltà di cambiare e creare nuovi schemi più consoni al nostro Ben –  Essere. Potere inteso come insieme di possibilità, credere di poter modificare le nostre credenze, fiducia nello sperimentare nuove vie oltre l’umana paura di ciò che non conosciamo. Troppo spesso il rimanere ancorati a questa paura ci fa accettare di rimanere in uno stato di profonda infelicità, malessere interiore che purtroppo spesso sfocia in sintomi fisici.

In realtà, lo verifico nel mio lavoro e nel mio privato, questa paura è sempre un mostro fatto di niente, che si autoalimenta: più proviamo paura, più ci immobilizziamo, più stiamo male, più abbiamo paura…. un pesante circolo vizioso.
Provare paura è umano, provare ad ascoltarla è il primo passo (le nostre paure ci mettono in contatto con ferite profonde), accoglierla è il secondo (solo riconoscendo l’oggetto delle paure lo possiamo affrontare. Quasi sempre un copione antico che non ci serve più ma che ci fa sentire al sicuro, anche nel disagio) e poi decidere di sperimentare una strategia per andare oltre.

E qui entrano in gioco le famose credenze limitanti: se sono convinto (o mi hanno convinto da sempre) che non ce la farò, che sono incapace, che per me nulla può cambiare, che è sempre colpa degli altri, che tutti sono meglio di me, che le cose sono o bianche o nere, che nessuno possa amarmi ecc. ecc. ebbene allora le cose saranno esattamente così (la famosa “profezia che si autoavvera”, una dinamica psicologica che vi invito ad andare ad approfondire).


Gli atteggiamenti che generano un senso di impotenza non solo determinano scarsa autostima, ma tolgono energia al corpo compromettendo la salute complessiva.
E perchè fatichiamo tanto a cambiare strada?
Cito qui la dott. Poli:
“la mente razionale genera dubbi costantemente su ciò che non rientra nelle credenze che ha creato per avere uno schema di riferimento della realtà e preferisce uno schema autosabotante sicuro rispetto all’apertura verso strade di nuova conoscenza che risultano incerte.”

Nel mio lavoro sono dunque chiamata a valutare con la persona quali schemi la stanno boicottando nella ricerca della propria serenità, e lavorare con lei su quelli. Una volta dischiusi ecco che si sblocca una visione più ampia, libera, funzionale ai talenti, progetti, aspirazioni, insomma al benessere interiore e poi esteriore. Una rinascita.

Spesso il periodo estivo ci permette di avere tempi più lenti, di poter guardare meglio cosa non sta funzionado e valutare di prendere provvedimenti.

Se vi sentite chiamati io ricevo fino alla metà di agosto, con la modalità che ormai ho consolidato, del primo incontro conoscitivo gratuito. Approfittate, vi aspetto.

Un abbraccio

 

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Perdere e trovare

Qualche settimana fa ho fatto un breve viaggio, quattro giorni in una città europea.

Viaggiare è più che una passione per me, oltre alla curiosità di un luogo nuovo, di qualche giorno di pausa dal quotidiano, di un tempo che lascio scorrere con un ritmo diverso, più lento e dilatato, senza orologi, il viaggio è sempre un esperimento:

come mi sento nell’uscire dalla famosa zona di comfort , quali emozioni mi attraversano di fronte a situazioni e posti nuovi, quali riflessioni arrivano, spunti, paure, insomma una specie di punto della situazione su di me, e per farlo ho bisogno di prendere le distanze da quello che faccio di solito.

Mi accorgo che ogni volta che mi perdo (e mi capita spesso perchè ho un pessimo senso dell’orientamento) trovo piccoli tesori, un quartiere nascosto, una chiesetta sconosciuta alle guide, una chiacchierata in un baretto, insomma angoli o esperienze totalmente inaspettate. Il punto è questo,  non avere paura di perdersi.

Ogni giorno di solito abbiamo tutto pianificato, se un bus tarda cinque minuti siamo già nervosi, se il collega non ci risponde come vorremmo è rabbia, se quell’impegno non va secondo le nostre aspettative ci sentiamo un disastro, facciamo mille supposiazioni sul perchè è andata com’è andata e non ne usciamo più, continuiamo a rimuginare ed immaginare scenari ipotetici che probabilmente mai diventeranno reali.

Perchè vogliamo sapere tutto quello che ci accadrà, come ci sentiremo, quali problemi e soluzioni potremmo eventualmente incontrare? E’ possibile avere sempre tutto sotto controllo? Cosa ci fa paura, COSA ABBIAMO PAURA DI PERDERE SE MOLLIAMO LA PRESA ? Probabilmente il CONOSCIUTO, che ci dà tanta sicurezza (o illusione di sicurezza) anche se ci rende ansiosi, insoddisfatti, frustrati, scontenti.

Possiamo provare a perderci ogni tanto, a lasciar andare il conosciuto per esplorare nuovi territori, modalità, abitudini, schemi mentali ? Vogliamo provare a metterci in gioco in modo nuovo rispetto a quello che ci raccontiamo ogni giorno? Sappiamo già tutto su chi siamo e cosa siamo capaci di fare, davvero?

Cosa può succedere ?

Forse che perdiamo qualcosa di vecchio, tossico e ormai inutile per noi, e troviamo nuovo nutrimento per le nostre emozioni, i nostri pensieri, le nostre relazioni tutte, ci espandiamo, evolviamo con energia rinnovata. Dietro ogni paura del nuovo possono celarsi tesori, come sempre a noi la scelta.

Perdere e trovare dunque, in armoniosa alternanza.

Un abbraccio

Stefania

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Pronto Soccorso per momenti NO

Ecco in versione breve il mio pdf da scaricare!

Un abbraccio,

Stefania

Pronto Soccorso per momenti NO pdf

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Quei momenti no

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Alzi la mano chi non si sente mai scoraggiato, frustrato, esausto… ecco, appunto, nessuno.

  Ho creato un piccolo prontuario di Pronto Soccorso per i momenti NO e lo condivido qui. Si tratta di un insieme di piccole pratiche utili a regolarci emotivamente nei momenti difficili e confusi, in modo da ritrovare velocemente le risorse più utili e costruttive per gestire l’emergenza al meglio che possiamo, ricordando sempre di essere gentili con noi stessi.

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Un abbraccio

Stefania

 

Il libro di febbraio

Questo mese il libro si presenta da solo.

L’autore, Paul Ekman , è uno psicologo di fama mondiale che con studi lunghissimi in varie parti del globo ha codificato le  espressioni universali con le quali TUTTI esprimiamo le 7 emozioni primarie: rabbia, paura, sorpesa, gioia, tristezza, disprezzo, disgusto.

Noi europei, i cinesi, gli africani, gli indios e così via, abbiamo tutti le stesse espressioni facciali quando manifestiamo le suddette emozioni. Comprendete bene la portata di questo lavoro preziosissimo per acquisire comptenza emotiva. Cosa vuol dire?

Ognuno di noi attiva diverse emozioni a seconda della propria storia personale, del contesto familiare e sociale in cui è cresciuto. Un evento che a me fa molta paure può lasciare indifferente un’ altra persona. Saper osservare e riconoscere che emozione l’altro sta provando ci aiuta a comunicare meglio, a comprendere il suo vissuto.

Tutti oggi sappiamo quanto importante sia la comunicazione non verbale.

Quando proviamo emozioni, ciascuna di esse scatena una sequenza di segnali che le è propria, e che si manifestano nel linguaggio del corpo, nella voce e nelle espressioni del volto.

Si tratta di un comune denominatore biologico, uguale in ogni popolo della Terra. Imparare a coglierlo in noi e negli altri vuol dire leggere nel loro cuore per poterle aiutare davvero o sapercene proteggere.

Il libro si legge in un fiato, scorrevole, appassionante. Conoscerci meglio ci fa vivere meglio.

Buona lettura!

Paul Ekman – Te lo leggo in faccia – ed. Amrita

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Il libro di gennaio

Ancora cari auguri di un felice 2019 a tutti voi!

Per la scelta del primo libro di questo 2019 mi sono ispirata a due parole: leggerezza e fiducia. Ancora una volta ho voluto vincere quel sottile pregiudizio nei confronti di quelli che definisco “i titoli semplicistici”, e ancora una volta ho fatto bene, chè la scoperta è stata piacevolmente sorprendente. Quindi ancora lo ripeto: usciamo dai nostri schemi partendo magari proprio dalle piccole scelte di ogni giorno.

In questo libro molto fluido, scorrevole, piacevole da leggere, si propone un percorso di conoscenza interiore profonda che parte dall’affidarsi ad una qualità che spesso, soprattutto noi occidentali, non siamo portati a coltivare: la fede.

Fede intesa come fiducia, fiducia nelle nostre attitudini profonde che raramente sbagliano, ma che teniamo ben sepolte dentro di noi. Fiducia nel nostro sentire, in ciò che vogliamo cambiare e nei mezzi che possiamo attivare per attuare il cambiamento.

Il fine di questo processo? Realizzarci nella nostra unicità, che è poi la chiave di una vita piena e gioiosa. Non male, vero?

Per vivere una vita ispirata bisogna avere fede nel fatto di essere ispirati. Sentire il da farsi nelle viscere, prendere la decisione con il cuore e impedire alla mente di dubitare.

I bisogni che la mente cerca di soddisfare sono per lo più indotti e hanno lo scopo di sostenere e nutrire il sistema che è fuori di te, più che la tua anima.

Buona lettura,

 

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Selene C. Williams  “Ci credo, ci riesco”     ed. Mediterranee

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