I momenti perfetti

Questa mattina stavo facendo colazione con tutta calma, il caffè fumante e profumato, il mio amato micio dormiva lì accanto, ascoltavo musica, dalla finestra entrava qualche raggio di sole di queste stupende giornate milanesi fredde e limpide.

La mente vagava lieve su ogni pensiero. arrivavano ricordi, immagini. Ad un tratto ho compreso che quello era un momento perfetto. Non so quanto sia durato ma sono certa che lo fosse: ecco, i momenti perfetti esistono.

Sono attimi in cui ci si sentiamo leggeri, radicati, presenti a noi stessi, in cui una qualità di morbidezza ci accoglie e tutto è come deve essere, noi ci sentiamo nel posto giusto al giusto tempo.

Arriva quella sensazione di leggerezza ed espansione, il respiro si fa più ampio e il corpo è rilassato, con un senso di pace che non ha nulla a che vedere con ciò che accade fuori di noi e nelle nostre vite, in quei momenti siamo fuori del tempo, pura coscienza?

Non saprei, quello che so è che sono attimi colmi di commozione, e percepisco chiaramente che siamo molto di più di quello che crediamo di essere, molto di più di ciò che ci accade, di ciò che ci hanno raccontato, delle ferite, delle delusioni, delle fatiche personali.

Prendiamoci cura di quei momenti preziosi, cerchiamoli ogni giorno nei gesti ordinari, in chi amiamo e in chi non ci piace, nei momenti scomodi e quando ci sembra di non farcela.

E poi ce la facciamo.

Se devo pensare ad un augurio per l’anno che si avvicina non può essere che questo, una pioggia di momenti perfetti. Se siamo pronti ad accoglierli, arrivano.

Una lettura: ” Questo immenso non sapere”, Chandra Candiani

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Ottobre e Itaca

Amo da sempre l’autunno: luce più languida, aria che si rinfresca ogni giorno un pò di più e giornate che si restringono in un invito al raccoglimento, strati di abiti in più e i colori…. anche in una città come Milano arrivano quei rossi brucianti nei parchi e lungo i viali alberati.

Di solito non faccio buoni propositi ma ottobre è per me un nuovo inizio carico di possibilità, una nuova fase di quel viaggio unico che è la mia vita, la vita di ognuno.

Allora lavoro su di me con Psych K per accogliere il nuovo, per trasformare ciò che mi limita, per confrontarmi al meglio con questo lavoro che mi appassiona sempre perchè sempre diverso e in divenire.

Un viaggio di libertà interiore, di scoperta ed evoluzione di parti di me prima nell’ombra, quelle parti più fastidiose. Apertura verso ciò che non conosco e che talvolta spaventa.

E l’autunno è per me momento perfetto per tutto ciò, e per voi?

C’è una meravigliosa poesia del poeta greco Kavafis che parla in modo sublime di questo viaggio che è la vita, ognuno verso la propria Itaca, la meta. E se la meta fosse la vita stessa?

ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Poseidone incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio;
senza di lei, mai ti saresti messo sulla via.
Nulla di più ha da darti.

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Kostantinos Kavafis

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Pilastri

Agosto, il perturbante

Agosto, mese del solleone e dell’esercizio della lentezza, quando ce la concediamo.

Conosco racconti di agosti affannati, stressanti nella rincorsa al divertimento ad ogni costo, allo sfoggio di mete esotiche sui social, alla cosiddetta ansia sociale di chi non va da nessuna parte e per questo pare valga di meno e si sente un derelitto.

Quanta fatica nel dover essere, nel dover mantenere standards che non si sono scelti ma paiono imposti.

E quanta ricchezza può esserci nel praticare un pò di scomodità, nello stare fermi e ascoltare cosa si muove soprattutto dentro, nell’esercizio del resistere un poco all’ immediata soddisfazione di un desiderio. E la noia diviene creatività, un desiderio diventa un obiettivo da perseguire se ci appartiene davvero, se lo abbiamo scelto noi per noi, non qualcun altro. Altrimenti possiamo lasciarlo andare.

Scomodo stare con se stessi, vi siete mai chiesti perchè?

Con l’ augurio di perturbarvi con serenità, vi lascio con un grandissimo che scomodo è stato sempre.

“Le periferie di Roma bruciate dal sole, i cieli luminosi, il caldo che fa mancare il respiro, le tiepide nottate a Villa Borghese, la voglia di bagni, un po’ di arietta che viene dal mare, i pomeriggi passati a far niente, le partite a pallone. Estate che può crescere velocemente un corpo di ragazzo; stagione di scoperte, di abbandoni, di odori fortissimi, pungenti — estate che è il volto, forse, della vita vera, tempo vuoto e perciò tanto più pieno di senso; tempo propizio all’infanzia e all’amicizia, all’amore dello spirito e del corpo, alla confidenza erotica con la vita”.

Pier Paolo Pasolini

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La poesia cura e si prende cura

Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.

Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l’idraulico è in ferie.

Eugenio Montale

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E’ tornata estate

Note da una breve (ma intensa) vacanza:
* Lascio cadere ogni obbligo
* Da un caos di emozioni iniziale ad una maggior chiarezza.
* Ascolto come mi sento.
* Sempre più chiaro il valore del tempo e degli affetti
* L’ energia del mare da sempre è per me terapeutica
* Scopro in me nuove vulnerabilità
* Percepisco la danza continua tra presenze e assenze.
* Le risa dei bimbi piccoli mi commuovono.
* Non sempre rilassarmi mi è facile.
* Mi scopro spesso nostalgica, di quella nostalgia colma di Bellezza.
* La mia impronta malinconica non mi fa più paura
To be continued….

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Lezioni

Cose che ho imparato ad aprile:

⭐Tutto scorre, tutto cambia, che ci piaccia o meno
⭐Tutto cambia a seconda di come/dove lo si guarda .
⭐Sempre più mi accorgo che il tempo non è lineare ma circolare, passato, presente, futuro in continua connessione
⭐A volte meglio fermarsi.
⭐Ogni tanto fare il vuoto, non riempire a qualsiasi costo.
⭐La percezione della solitudine è un inganno della mente.
⭐Stare con ciò che provo è la via, per me.
⭐Le persone care non ci lasciano mai veramente.
⭐Sempre, un passo dopo l’ altro, un giorno alla volta, respiro dopo respiro.
⭐Certi passaggi sono dolorosi, e va bene così

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Sul senso di perdita

Che colore ha il lutto per l’ adorato animaletto del cuore?

Quale tempesta di emozioni si scatena?

Fa letteralmente male il corpo, che incarna il dolore come una serie di bastonate, piega, lascia senza energie.

Poi arriva la mente coi suoi tortuosi percorsi: non doveva andare così, chissà se ha sofferto e via così in una spirale tremenda.

Poi ecco le immagini, le ultime e poi indietro

Cosa fare di tutto ciò?

Non lo so, so cosa ha valore per me: l’ ascolto e la legittimazione di tutto ciò che provo così com’è, la ferma convinzione del valore della libertà di cui Shuki ha goduto come lui voleva.

La gratitudine per essere stata scelta come casa da una bestiola così speciale, la rete di persone meravigliose che lui ha creato, i momenti unici passati insieme, tantissimi.

E allora dico che va bene così, andrà anche meglio, un giorno alla volta.

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Il benessere emotivo

Si parla molto di emozioni e benessere emotivo ma cosa significa? Possiamo trovarlo e in che modo?

Innanzitutto è bene chiarire cosa sono le emozioni: programmi interni che si attivano ad iniziare dal corpo, in risposta a stimoli ed eventi esterni e hanno la funzione di preservare l’equilibrio del nostro sistema. Un esempio pratico: se provo l’emozione paura di fronte ad una minaccia metterò in moto comportamenti atti a proteggermi e portarmi in salvo.

Le emozioni sono anche in relazione a schemi comportamentali, credenze antiche, suggestioni che appartengono alla nostra storia personale, all’ambiente in cui siamo cresciuti, a schemi culturali.

Tornando al concetto di benessere emotivo: Prima di tutto smettiamo di usare la catalogazione in emozioni positive e negative: le emozioni sono tutte neutre, consideriamo negative quelle per noi più pesanti (paura, tristezza, rabbia, disgusto, disprezzo) ma tutte hanno una loro importante funzione per la nostra evoluzione!

Le emozioni primarie sono sette: Paura, tristezza, rabbia, gioia, sorpresa, disprezzo, disgusto. Ce ne sono poi di composite, la vergogna ad esempio, è un misto di tristezza e disprezzo. Il punto di partenza è riconoscerle, sentirle nel corpo, diventarne consapevoli. Ogni emozione ha manifestazioni fisiche specifiche (ad esempio nella rabbia c’è percezione di calore che sale agli arti superiori e al petto).

In un percorso di crescita personale volto al benessere emotivo io individuo dunque questi passaggi fondamentali:

_Riconoscimento dell’emozione, cosa sto provando, dove nel corpo?

_Riconoscimento di cosa mi ha attivato quella specifica emozione, il cosiddetto trigger (esempio: nella paura il trigger è la percezione di una minaccia), diventarne consapevole.

_Riconoscere se ci sono emozioni che vivo con una forte intensità, che ho difficoltà a gestire, che mi sequestrano completamente, e lavorare per regolarle, MAI reprimerle.

_Elaborare strategie adeguate per far si che l’emozione lavori per il mio benessere. La rabbia, ad esempio, è grande fonte di energia che incanalata in modo appropriato può permettermi di superare ostacoli e raggiungere il mio obiettivo. La tristezza ascoltata e lasciata fluire mi permette di raccogliermi ed elaborare un dolore, un momento particolare.

Ecco allora che il benessere emotivo sta nella capacità, che si può apprendere ed allenare, di stare e fluire con tutte le emozioni, nella capacità di regolare l’ansia (che altro non è che la difesa che usiamo per non sentire un’emozione per noi critica), nel sentire nel corpo come le emozioni si muovono.

Ho visto nei percorsi con me, tante persone mettere in moto importanti cambiamenti e raggiungere maggiore armonia nelle proprie vite grazie al lavoro sulle emozioni. Secondo me non se ne può prescindere se vogliamo cambiamenti efficaci e duraturi e vogliamo migliorare le relazioni tutte.

Se desiderate approfondire potete contattarmi. Qui sotto, letture per esplorare:

Diego Ingrassia – Il cuore nella mente –

Erica F. Poli – Le emozioni che curano –

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Rallenta

Noi ci temiamo come animali

che studiano di sottecchi le intenzioni dell’altro

ci teniamo a distanza

con uno sguardo sotterraneo

misuriamo la paura

con movimenti audaci e controllati

ci sottoponiamo a prove di avvicinamento

sguardi lanciati alle finestre

alle vie di scampo. Pronunciamo

una parola a bassa voce

saggiamo la vigilanza acustica dell’altro

valutiamo adocchiamo segnali

e infine un balzo ardente e luminoso:

un incalcolabile abbraccio.

  • Chandra Candiani

Non potevo trovare parole più intense per augurare a noi tutti un luminoso anno nuovo

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