Pronto Soccorso per momenti NO

Ecco in versione breve il mio pdf da scaricare!

Un abbraccio,

Stefania

Pronto Soccorso per momenti NO pdf

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Quei momenti no

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Alzi la mano chi non si sente mai scoraggiato, frustrato, esausto… ecco, appunto, nessuno.

  Ho creato un piccolo prontuario di Pronto Soccorso per i momenti NO e lo condivido qui. Si tratta di un insieme di piccole pratiche utili a regolarci emotivamente nei momenti difficili e confusi, in modo da ritrovare velocemente le risorse più utili e costruttive per gestire l’emergenza al meglio che possiamo, ricordando sempre di essere gentili con noi stessi.

S.O.S momenti NO

 

Un abbraccio

Stefania

 

Il libro di febbraio

Questo mese il libro si presenta da solo.

L’autore, Paul Ekman , è uno psicologo di fama mondiale che con studi lunghissimi in varie parti del globo ha codificato le  espressioni universali con le quali TUTTI esprimiamo le 7 emozioni primarie: rabbia, paura, sorpesa, gioia, tristezza, disprezzo, disgusto.

Noi europei, i cinesi, gli africani, gli indios e così via, abbiamo tutti le stesse espressioni facciali quando manifestiamo le suddette emozioni. Comprendete bene la portata di questo lavoro preziosissimo per acquisire comptenza emotiva. Cosa vuol dire?

Ognuno di noi attiva diverse emozioni a seconda della propria storia personale, del contesto familiare e sociale in cui è cresciuto. Un evento che a me fa molta paure può lasciare indifferente un’ altra persona. Saper osservare e riconoscere che emozione l’altro sta provando ci aiuta a comunicare meglio, a comprendere il suo vissuto.

Tutti oggi sappiamo quanto importante sia la comunicazione non verbale.

Quando proviamo emozioni, ciascuna di esse scatena una sequenza di segnali che le è propria, e che si manifestano nel linguaggio del corpo, nella voce e nelle espressioni del volto.

Si tratta di un comune denominatore biologico, uguale in ogni popolo della Terra. Imparare a coglierlo in noi e negli altri vuol dire leggere nel loro cuore per poterle aiutare davvero o sapercene proteggere.

Il libro si legge in un fiato, scorrevole, appassionante. Conoscerci meglio ci fa vivere meglio.

Buona lettura!

Paul Ekman – Te lo leggo in faccia – ed. Amrita

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Il libro di gennaio

Ancora cari auguri di un felice 2019 a tutti voi!

Per la scelta del primo libro di questo 2019 mi sono ispirata a due parole: leggerezza e fiducia. Ancora una volta ho voluto vincere quel sottile pregiudizio nei confronti di quelli che definisco “i titoli semplicistici”, e ancora una volta ho fatto bene, chè la scoperta è stata piacevolmente sorprendente. Quindi ancora lo ripeto: usciamo dai nostri schemi partendo magari proprio dalle piccole scelte di ogni giorno.

In questo libro molto fluido, scorrevole, piacevole da leggere, si propone un percorso di conoscenza interiore profonda che parte dall’affidarsi ad una qualità che spesso, soprattutto noi occidentali, non siamo portati a coltivare: la fede.

Fede intesa come fiducia, fiducia nelle nostre attitudini profonde che raramente sbagliano, ma che teniamo ben sepolte dentro di noi. Fiducia nel nostro sentire, in ciò che vogliamo cambiare e nei mezzi che possiamo attivare per attuare il cambiamento.

Il fine di questo processo? Realizzarci nella nostra unicità, che è poi la chiave di una vita piena e gioiosa. Non male, vero?

Per vivere una vita ispirata bisogna avere fede nel fatto di essere ispirati. Sentire il da farsi nelle viscere, prendere la decisione con il cuore e impedire alla mente di dubitare.

I bisogni che la mente cerca di soddisfare sono per lo più indotti e hanno lo scopo di sostenere e nutrire il sistema che è fuori di te, più che la tua anima.

Buona lettura,

 

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Selene C. Williams  “Ci credo, ci riesco”     ed. Mediterranee

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La relazione più importante

Dopo aver fatto un breve sondaggio ponendo questa domanda, la grande maggioranza degli interpellati ha decretato:

– LA RELAZIONE DI COPPIA, primo posto indiscusso

– LE AMICIZIE

– IL RAPPORTO CON I FIGLI

Certo la nostra quotidianità ci mette in relazione con diverse realtà. Penso anche ai rapporti di lavoro con i colleghi e i superiori,  con la nostra famiglia di origine, per citarne alcuni altri.

In tanti anni di lavoro di ricerca su di me, di esperienze di vita relazionale personale, fino ad arrivare ai quattro anni nella professione di life coach e dunque ascoltando e lavorando con le persone che a me si rivolgono, sono arrivata alla conclusione che, per me, la relazione senza dubbio primaria in tutte le fasi della vita è la relazione con noi stessi.

Provate a pensare: noi siamo l’unica persona con cui di fatto passiamo tutta la vita, pare quasi banale ma non ci siamo mai soffermati a rifletterci, credo.

E, cosa sommamente importante, a partire dalla relazione che abbiamo con noi stessi modelliamo poi tutte le altre: con partners, genitori, figli, colleghi ecc. Ci rapportiamo con ogni relazione nel modo in cui abbiamo imparato a stare con noi stessi. Porteremo quindi nelle relazioni i nostri schemi appresi  dai genitori, a scuola, dal contesto culturale e sociale nel quale viviamo. L’iimagine interiore che abbiamo di noi si rifletterà nelle relazioni che avremo.

Portiamo quindi nella reazione con l’Altro anche i nostri blocchi, le nostre credenze limitanti, ovvero quelle etichette che ci siamo dati o che altri ci hanno affibbiato e che crediamo davvero nostre o diamo per scontate. Insomma, in ogni relazione riflettiamo noi stessi nell’altro, capite quindi l’importanza della qualità della relazione che abbiamo con noi? Ce la portiamo ovunque, sempre.

Quando le cose si complicano o vanno proprio male con gli altri tendiamo naturalmente, automaticamente a difenderci incolpando o criticando l’altro, ma forse vale la pena di fermarci un attimo, fare un passo indietro e porci qualche domanda:

– cosa non ha funzionato/non funziona ?  E’ qualcosa che mi è già capitato ?  Di cosa incolpo l’altra persona, cosa mi turba oltremodo?  E’ qualcosa che riconosco essermi familiare?  Come mi fa sentire quella persona, quale emozione spiacevole mi attiva?

Questo è già un buon inizio di indagine, potreste scoprire molto presto di aver proiettato sull’altro questioni vostre….. e da qui parte poi, se ne avete voglia, il lavoro su di voi.

Per mia personale esperienza ne vale davvero la pena. Avere una buona relazione con noi stessi è la chiave per avere tutte buone relazioni, qualunque esse siano.

 

Un abbraccio

Stefania  437c8301dc39be7e710fe5213f74f90a(immagine Mattotti)

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Il libro di dicembre

Quanti tipi di viaggio si possono fare?

Di certo ce n’è uno che tutti condividiamo, quello attraverso la nostra vita.
Mi piace parlare, a conclusione di un altro anno insieme, di un libro di viaggio.
Un viaggio dentro se stessi. Il diario di uno straordinario addestramento spirituale che una donna occidentale compie con un Maestro sufi. Una scoperta profonda e a tratti sconvolgente delle parti più profonde di sè, una disciplina di auto – osservazione continua.
Credo che chiunque si interessi ai temi della crescita personale possa sentirsi chiamato da una lettura del genere, inoltre la fine dell’anno è certo la chiusura di un viaggio.
Ecco qui, dunque, il titolo di chiusura, godetevelo con i miei più sinceri Auguri di Buone Feste.

Un abbraccio

Stefania

Irina Tweedie, L’abisso di fuoco – ed. Il punto d’incontro

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Appunti per la fine dell’anno

Cari tutti,

Lungi dal voler fare bilanci che in qualche modo mettono sempre in difficoltà, credo valga la pena fermarci un momento e farci delle domande, di quelle costruttive che possano aiutarci a mettere in prospettiva le esperienze fatte in questo 2018 che va a chiudersi.
E’ una specie di piccolo rito che a me è molto utile, mi aiuta a fare il punto di come mi sento, dove sono.
Queste le domande che uso io:

– Come mi sento?
– Ho portato a termine i progetti pianificati per il 2018, ne sono soddisfatta ?
– Cosa mi è costato di più ?
– Di cosa sono grata a questo 2018 ?
– Ho ampliato la visione di me, delle mie emozioni, dei miei talenti e delle mie meravigliose vulnerabilità ?
– Cosa voglio mantenere ed ampliare nella mia vita ?
– Cosa voglio lasciar andare perchè non mi fa bene o non mi serve più ?
– Ho investito del tempo nella mia crescita personale ?
– Come vanno le mie relazioni tutte ?
– Ho detto alle persone a me più care che le amo ?
– Sono uscita un pò dalla mia zona di comfort ?
– Ho fatto qualcosa di completamente nuovo ?

Siamo abituati a cercare e pretendere risposte, soluzioni, quando spesso è molto più utile ed efficace porci prima le giuste domande.
E se la domanda è sentita, la risposta arriva SEMPRE, magari non immediatamente, ma arriva eccome. Ed è sempre quella giusta per noi.

Buone domande dunque,

Un abbraccio

Stefania

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