La spinta al cambiamento

” Possiamo intendere il dolore interiore come il sistema attraverso il quale la nostra personalità ci fa capire che dobbiamo cambiare qualcosa, altrimenti non affioreranno emozioni migliori. Invece di temere il dolore, possiamo imparare a interpretarne i messaggi con saggezza, in modo da poterne sfruttare i suggerimenti per migliorare la nostra vita.”

E ancora:

“Il tratto caratteristico di una persona equilibrata è la disponibilità ad accettare tutte le verità, anche quelle che vanno contro desideri personali. Dimostra che tale persona ha smesso di guardare agli altri per trovare stabilità e che si è impegnata a rimanere concentrata sulla propria personale missione di vita.”

– Les Carter

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Grazie per la risposta. ✨

Come intendiamo il Perdono ?

Come siamo abituati a “sentire” il  Perdono? Spesso ne abbiamo una concezione distorta: Non è un cedere, un porgere l’altra guancia, un farsi vittima….tutt’altro, è il superamento  di un momento/episodio traumatico. E’ un lasciar andare, un atto prezioso per noi  e gli altri.   Il perdono ci guarisce.fred

Nell’articolo trovate riflessioni in proposito, buona lettura!

http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Flamenteemeravigliosa.it%2Fil-perdono-libera-andare-avanti%2F&h=mAQHsg8og&s=1

 

Il respiro cura

redQualche giorno fa ho sperimentato una sessione di respirazione metacorporea della durata di un’ora circa. Nulla di strano o magico, semplicemente ci si sdraia e si fanno delle respirazioni gonfiando il più possibile l’addome, a bocca aperta e con un ritmo intenso sotto la garbata guida della  bravissima operatrice.

Ora, è vero che tutti respiriamo altrimenti non saremmo qui…ma centrarsi sul respiro con consapevolezza, soffermarsi pienamente sull’aria che entra e che esce, piu’ forte, meno forte, sentendo il gonfiarsi e lo sgonfiarsi dell’addome, svuotare la mente e far si che non esista nient’altro che il respiro, è un lavoro davvero potente, vi assicuro, e gli esiti continuano ad affiorare  anche nei giorni seguenti. L’addome è la sede della nostra centratura, della nostra volontà, respirare intensamente in quella zona può sbloccare vissuti emozionali profondi, affiorano immagini, stati d’animo sopiti  che  avevamo nascosto e bloccato nel profondo. E’ un contatto con il se’ più profondo e autentico, e se abbiamo voglia e un po’ di coraggio di ascoltarlo, ci rivela molto di chi siamo autenticamente.

Espirando con  intensità buttiamo via quello che non ci serve più e facciamo spazio al nuovo, ci liberiamo delle “tossine emozionali”. L’ inspirazione invece ci dice molto di noi: la forza, l’energia con cui immettiamo aria nei nostri polmoni la dice lunga su quanto ci riteniamo degni di esistere, su quanto riteniamo di meritare dalla nostra vita: un inspiro pieno e profondo è un pieno di forza vitale:” sono qui con tutto me stesso e prendo tutto ciò che la vita mi offre.” Al contrario, un inspiro debole, bloccato, mi dice che forse non mi sento in armonia con quello che sono, non mi sento al mio vero posto nel mondo, mi ritengo indegno in qualche modo. Posso così provare a sentire cosa sta dietro a questo disagio.

Posso anche lavorare con le immagini che mi si presentano durante la sessione, che arrivano dal subconscio…

Capite che c’è tantissimo su cui sperimentare e lavorare…..semplicemente respirando.

Io ne sto ancora provando i benefici….potremmo certo scoprire anche qualcosa che non ci piace, d’altro canto che lavoro sulla consapevolezza sarebbe? A voi la scelta, come sempre. E….buon respiro  a tutti!

Se volete approfondire: http://www.oceanosintesi.org  – respirazione metacorporea

Tutti sanno che chi non respira è morto. Pochi hanno capito che più si respira e più si è vivi.

A. Lowen

La formula dell’Amore (?)

mattotti-works-2Il fisico britannico Paul Dirac (1902-1984), cofondatore della meccanica quantistica, formula in una ricerca l’equazione in grado di descrivere il fenomeno dell’ entanglement (incatenamento) quantistico, che sottolinea il carattere di non separabilità tra gli eventi per la presenza di correlazioni a distanza tra quantità fisiche osservabili nei sistemi coinvolti. Il principio alla base dell’equazione di Dirac è che : ” se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere considerati due sistemi distinti, ma in qualche modo diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade ad uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.” Il passaggio di informazioni tra diversi elementi all’interno di un sistema, in sostanza, avviene anche tramite un’azione a distanza che perdurerà nel tempo.

Cosa succede se applichiamo questo concetto ai legami tra gli esseri umani ?

Secondo il ragionamento di Dirac, se due persone entrano in relazione e si instaura tra di loro un rapporto di amicizia o amore e poi vengono separate, esse non possono essere definite come due soggetti differenti ma, in qualche modo, ne diventano uno solo.

Anche dopo la separazione, continueranno nel bene e nel male, a conservare dentro di sè una parte dell’altra. Per sempre.

A prescindere dalle distanze e dai vissuti di ogni individuo, nonostante allontanamenti o distacchi, queste persone si influenzeranno comunque.

L’equazione di Dirac è dunque la formula scientifica dell’amore eterno ? Che ne pensate? Continua a leggere

Stop…

C’è bisogno di fermarsi per conoscersi. Saper mercuriobastare a se stessi implica un viaggio alla ricerca della propria anima, in modo che nel cercarla si assuma lo stato di interlocutori della nostra vita, e che sia meno necessario perdersi e possibile trovarsi.        cit.

Ed aggiungo io..questa è la miglior condizione per volgersi poi con consapevolezza profonda verso l’Altro.

Buona settimana

I sistemi familiari

Lealtà familiari invisibili: le aspettative che ci imprigionano – http://lamenteemeravigliosa.it/lealta-familiari-invisibili-aspettative/

12829432_10209000991333078_4933601052659895985_oIl grado di maturità emotiva di un soggetto dipende dall’autonomia psichica che è capace di raggiungere nei confronti della propria famiglia di origine.

U. Telfener

Buona lettura

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Maggio…dell’essere grati

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Crisi e/o opportunità?

Carissimi, consiglio un libro secondo me prezioso, un modo diverso di leggere le crisi personali che ci colgono nel corso della vita, in tutti i suoi ambiti.

L’autore, lo psicoterapeuta Nicola Ghezzani (www.nicolaghezzani.altervista.org) evidenzia come proprio all’apice di una crisi esistenziale, quando ci sentiamo perduti in ogni nostro riferimento e speranza, siamo paradossalmente più che mai aperti a tutte le possibilità di ricrearci, in un’identità più vicina a chi realmente siamo. Per poter lavorare su questo, con tutta la fatica che comporta, dobbiamo trovarci al nostro punto zero, quindi proprio laddove sentiamo che tutto è perduto. 

Questo intenso lavoro di ricostruzione personale può portare ad  una vera svolta verso una vita ed una percezione di noi più autentica ed appagante.ghezzani

Non scrivo oltre, vi lascio al piacere di una lettura tanto ricca di spunti quando fluida e piacevole.

Buona rinascita!

Pensieri vs emozioni?

48425950_802179463457923_3990921299781222400_oPer questa riflessione traggo spunto da uno dei cardini della psicoterapia cognitivo comportamentale.

In che misura i nostri pensieri, i nostri schemi interpretativi personali, possono influenzare e talvolta distorcere le nostre emozioni riguardo ad un evento? Sembra una banalità, ma vale la pena di soffermarsi un attimo: noi siamo i nostri pensieri? La nostra profonda essenza emotiva non ne viene mai intaccata? Davvero? Ognuno di noi si darà la sua risposta.

Quando qualcosa ci accade, sviluppiamo dei pensieri al riguardo. Questi pensieri causano in noi precise emozioni, per cui valutiamo l’accaduto nel nostro personale modo di sentire. Ma proprio questo modo di sentire è fortemente influenzato dai nostri pensieri in merito, ed i nostri pensieri in merito dipendono da schemi mentali che abbiammo fatto nostri fin dall’infanzia e con la nostra storia personale. Gli eventi potrebbero essere letti in molti modi diversi, ma noi abbiamo la nostra chiave. Continua a leggere

Ampiezze

Nell’affrontare o riflettere su una situazione, quanti punti di vista riusciamo a valutare?

Cerchiamo di non perdere mai di vista l’importanza di una visione ampia, che ci offre più strumenti e modalità di azione.1185722_10201756032853644_107119266_n