La spinta al cambiamento

” Possiamo intendere il dolore interiore come il sistema attraverso il quale la nostra personalità ci fa capire che dobbiamo cambiare qualcosa, altrimenti non affioreranno emozioni migliori. Invece di temere il dolore, possiamo imparare a interpretarne i messaggi con saggezza, in modo da poterne sfruttare i suggerimenti per migliorare la nostra vita.”

E ancora:

“Il tratto caratteristico di una persona equilibrata è la disponibilità ad accettare tutte le verità, anche quelle che vanno contro desideri personali. Dimostra che tale persona ha smesso di guardare agli altri per trovare stabilità e che si è impegnata a rimanere concentrata sulla propria personale missione di vita.”

– Les Carter

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La giusta distanza (o vicinanza)

Talvolta mi si chiede quale sia il “sano equilibrio” nelle relazioni….domanda difficile! Cosa rispondere…voglio farlo citando Nicola Ghezzani, uno psicoterapeuta di cui apprezzo molto l’approccio, e che su questo delicato argomento vola davvero alto.

” Quali sono le modalità relazionali positive che contraddistinguono un amore o un’amicizia sani? Ritengo DUE.

La prima è la distanza che si esprime nel rispetto partecipe, laddove i partners o gli amici sappiano stare lontani l’uno dall’altro nel rispetto per ciò che l’altro è di per sè. Con la pratica della distanza e del rispetto partecipe chi ama può ammirare, percepire la vita dell’amato nella sua piena autonomia, e goderne. E’ una forma dell’amore maturo.

La seconda è la vicinanza liberatoria, laddove partners e amici stiano vicini con la volontà di generare nell’altro il bene supremo della libertà  (inclusa la paradossale libertà DAL legame stesso ). Con la vicinanza liberatoria chi ama può irrompere nella vita dell’amato, fondersi con quella ed esprimere tutta la propria energia, passione, allo scopo di rendere l’altro felice, cioè libero da ogni contingenza costrittiva, limitativa, frustrante.

Una relazione mediante la quale l’individuo ri-genera il proprio io a partire dalla coscienza di sè e dalla giusta misura nei rapporti umani.

Ci si ama per generare la vera natura dell’altro, le sue migliori potenzialità, la sua libertà. Quel sentimento che chiamiamo amore è il prodotto di un raffinato e consapevole equilibrio.”

Ecco….pensate sia troppo? Io credo di no, credo sia un dono unico che facciamo a noi stessi e all’altro. Ci si può arrivare passo dopo passo. Buone riflessioni.

“Quando l’amore è una schiavitù” – Nicola Ghezzani

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La formula dell’Amore (?)

mattotti-works-2Il fisico britannico Paul Dirac (1902-1984), cofondatore della meccanica quantistica, formula in una ricerca l’equazione in grado di descrivere il fenomeno dell’ entanglement (incatenamento) quantistico, che sottolinea il carattere di non separabilità tra gli eventi per la presenza di correlazioni a distanza tra quantità fisiche osservabili nei sistemi coinvolti. Il principio alla base dell’equazione di Dirac è che : ” se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere considerati due sistemi distinti, ma in qualche modo diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade ad uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.” Il passaggio di informazioni tra diversi elementi all’interno di un sistema, in sostanza, avviene anche tramite un’azione a distanza che perdurerà nel tempo.

Cosa succede se applichiamo questo concetto ai legami tra gli esseri umani ?

Secondo il ragionamento di Dirac, se due persone entrano in relazione e si instaura tra di loro un rapporto di amicizia o amore e poi vengono separate, esse non possono essere definite come due soggetti differenti ma, in qualche modo, ne diventano uno solo.

Anche dopo la separazione, continueranno nel bene e nel male, a conservare dentro di sè una parte dell’altra. Per sempre.

A prescindere dalle distanze e dai vissuti di ogni individuo, nonostante allontanamenti o distacchi, queste persone si influenzeranno comunque.

L’equazione di Dirac è dunque la formula scientifica dell’amore eterno ? Che ne pensate? Continua a leggere

Io, Stefania

Ad oggi,  la mia vita è al capitolo 2.

C’è un capitolo 1, quello in cui ho terminato gli studi classici, ho frequentato la facolta’ di Lingue, mi sono resa economicamente indipendente. Grazie al mio lavoro (posto fisso, sicuro) ho potuto coltivare i molti interessi e soddisfare la mia vivace curiosità, ho potuto viaggiare tanto. Molto bene….fin qui, certo. Ma c’è sempre stata una vocina inquieta che lamentava la mancanza di spazi di creatività, di maggiore autonomia personale, del coltivare i MIEI talenti, insomma di seguire una mia strada. Non stavo bene, anche se mi convincevo strenuamente del contrario, sentendomi anche in colpa, un’ingrata perchè non riuscivo a sentirmi davvero appagata da  tutto quello che avevo, che non era poco, lo riconosco. Ma non andava piu’ bene per me.

Dopo tanti anni di lavoro su di me arriva il 2014, l’anno che, con  i suoi infausti eventi, ha dato la svolta alla mia vita. Tutti gli antichi riferimenti vengono a mancare, e mi rendo conto che questa è la vita, l’illusione di stabilità ce la creiamo noi perchè ci serve. Con tanta fatica e sofferenza  arriva anche una nuova consapevolezza. Quella che sembrava una disfatta totale si rivela l’occasione che ci voleva.

Lascio poi il lavoro (siamo al 2015) ma continuo a lavorare su di me.  Continua a leggere