Non avere fiducia nelle nostre capacità ci rende alla lunga il peggior nemico di noi stessi. Meglio sperimentare e fronteggiare un eventuale fallimento o non provare affatto?
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Pensieri vs emozioni?
Per questa riflessione traggo spunto da uno dei cardini della psicoterapia cognitivo comportamentale.
In che misura i nostri pensieri, i nostri schemi interpretativi personali, possono influenzare e talvolta distorcere le nostre emozioni riguardo ad un evento? Sembra una banalità, ma vale la pena di soffermarsi un attimo: noi siamo i nostri pensieri? La nostra profonda essenza emotiva non ne viene mai intaccata? Davvero? Ognuno di noi si darà la sua risposta.
Quando qualcosa ci accade, sviluppiamo dei pensieri al riguardo. Questi pensieri causano in noi precise emozioni, per cui valutiamo l’accaduto nel nostro personale modo di sentire. Ma proprio questo modo di sentire è fortemente influenzato dai nostri pensieri in merito, ed i nostri pensieri in merito dipendono da schemi mentali che abbiammo fatto nostri fin dall’infanzia e con la nostra storia personale. Gli eventi potrebbero essere letti in molti modi diversi, ma noi abbiamo la nostra chiave. Continua a leggere
Ampiezze
Nell’affrontare o riflettere su una situazione, quanti punti di vista riusciamo a valutare?
Cerchiamo di non perdere mai di vista l’importanza di una visione ampia, che ci offre più strumenti e modalità di azione.
Il contatto con se stessi
PERDERLO
- quando incolpiamo sempre “l’altro” di qualunque evento, di tutto ciò che non ci piace, delle nostre piccole sconfitte, frustrazioni, mancanze. Non riusciamo, o non vogliamo, assumerci la responsabilità delle nostre scelte.
- quando inseguiamo obiettivi che sappiamo in fondo non essere veramente NOSTRI.
- quando ci sentiamo quasi sempre spossati e senza forze, senza apparente motivo. Il nostro corpo sta utilizzando troppe energie per “controllare”, tenere a bada qualcosa dentro di noi che non ci piace, non ci appartiene.
- quando la nostra autostima è così bassa da paralizzarci. Ci incolpiamo di qualunque cosa e ci sentiamo dei completi inetti . Siamo talmente nascosti a noi stessi da non riuscire a trovare in noi risorse o talenti, che SICURAMENTE possediamo.
- Il nostro corpo ci urla il suo disagio con contratture, emicranie, disturbi del sonno e del tono dell’umore.
RICONQUISTARLO
- diventiamo consapevoli del nostro centro, delle nostre responsabilità e del potere delle nostre scelte personali. Riusciamo a riconoscere e ad ammettere i nostri errori e li utilizziamo come leve per fare meglio in futuro. Facciamo tesoro di ciò che ci accade.
- Vediamo con chiarezza e lucidità gli obiettivi che desideriamo perseguire, li sentiamo profondamente NOSTRI.
- L’energia bloccata torna a fluire e ci sentiamo vigorosi, pieni e forti.
- Troviamo. o ritroviamo, le nostre uniche qualità e lavoriamo per impiegarle al massimo delle nostre possibilità. Se qualcosa non va come avremmo desiderato, la nostra autostima non ne risente, elaboriamo l’accaduto e lo sfruttiamo per il meglio.
- Il livello di stress si riduce notevolmente, siamo in armonia col nostro corpo.
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Io, Stefania
Ad oggi, la mia vita è al capitolo 2.
C’è un capitolo 1, quello in cui ho terminato gli studi classici, ho frequentato la facolta’ di Lingue, mi sono resa economicamente indipendente. Grazie al mio lavoro (posto fisso, sicuro) ho potuto coltivare i molti interessi e soddisfare la mia vivace curiosità, ho potuto viaggiare tanto. Molto bene….fin qui, certo. Ma c’è sempre stata una vocina inquieta che lamentava la mancanza di spazi di creatività, di maggiore autonomia personale, del coltivare i MIEI talenti, insomma di seguire una mia strada. Non stavo bene, anche se mi convincevo strenuamente del contrario, sentendomi anche in colpa, un’ingrata perchè non riuscivo a sentirmi davvero appagata da tutto quello che avevo, che non era poco, lo riconosco. Ma non andava piu’ bene per me.
Dopo tanti anni di lavoro su di me arriva il 2014, l’anno che, con i suoi infausti eventi, ha dato la svolta alla mia vita. Tutti gli antichi riferimenti vengono a mancare, e mi rendo conto che questa è la vita, l’illusione di stabilità ce la creiamo noi perchè ci serve. Con tanta fatica e sofferenza arriva anche una nuova consapevolezza. Quella che sembrava una disfatta totale si rivela l’occasione che ci voleva.
Lascio poi il lavoro (siamo al 2015) ma continuo a lavorare su di me. Continua a leggere
La Pausa
Qualche settimana fa ho seguito un seminario sul respiro presso la scuola dove pratico yoga (www.arteyoga.it).
L’insegnante ci invitava a porre l’attenzione su quello che succede tra la fine dell’espirazione e l’inizio della nuova inspirazione. E’ un atto che il nostro organismo compie automaticamente per mantenerci in vita, non ce ne accorgiamo nemmeno, ma se proviamo a concentrarci e a regolare volontariamente quell’intervallo, scopriamo che in realta’ NON abbiamo bisogno di ricominciare ad inspirare immediatamente, possiamo interrompere questo automatismo e regolarlo con la volonta’, ritardandolo un po’. Possiamo creare una pausa voluta, consapevole.
Abbiamo sperimentato ed è proprio così.
Imparare a stare nella pausa quanto ci è possibile, sentire e poi comprendere ed usare un NOSTRO personale margine di visione autonoma al di fuori dell’automatismo. Ed è proprio il corpo che ce lo mostra……
Buona Pausa a voi tutti
La trappola della felicita’
Riflettevo sulla base di alcune letture fatte.
Conduciamo la nostra esistenza affidandoci spesso a convinzioni inesatte a proposito della felicita’, idee ampiamente accettate perche’ “tutti sanno che è cosi'”. Siamo indotti a pensare che raggiungere la felicita’ significhi vivere in uno stato quasi permanente di beatitudine, bellezza, prosperita’, dove il dolore e le ombre non devono esistere, se esistono siamo noi ad essere “sbagliati” in qualche modo. Ma puo’ umanamente esistere una condizione del genere? Vivendo ed osservando il mondo direi proprio di no. E lo sforzo per raggiungere questo pacchetto preconfezionato chiamato FELICITA’ si rivela estenuante quanto frustrante ed inefficace. Perche’? Perche’ ogni individuo ha una sua unicita’, talenti e vulnerabilita’ specifici, oltre alla propria ed unica storia personale. Continua a leggere