Appunti per la fine dell’anno

Cari tutti,

Lungi dal voler fare bilanci che in qualche modo mettono sempre in difficoltà, credo valga la pena fermarci un momento e farci delle domande, di quelle costruttive che possano aiutarci a mettere in prospettiva le esperienze fatte in questo 2018 che va a chiudersi.
E’ una specie di piccolo rito che a me è molto utile, mi aiuta a fare il punto di come mi sento, dove sono.
Queste le domande che uso io:

– Come mi sento?
– Ho portato a termine i progetti pianificati per il 2018, ne sono soddisfatta ?
– Cosa mi è costato di più ?
– Di cosa sono grata a questo 2018 ?
– Ho ampliato la visione di me, delle mie emozioni, dei miei talenti e delle mie meravigliose vulnerabilità ?
– Cosa voglio mantenere ed ampliare nella mia vita ?
– Cosa voglio lasciar andare perchè non mi fa bene o non mi serve più ?
– Ho investito del tempo nella mia crescita personale ?
– Come vanno le mie relazioni tutte ?
– Ho detto alle persone a me più care che le amo ?
– Sono uscita un pò dalla mia zona di comfort ?
– Ho fatto qualcosa di completamente nuovo ?

Siamo abituati a cercare e pretendere risposte, soluzioni, quando spesso è molto più utile ed efficace porci prima le giuste domande.
E se la domanda è sentita, la risposta arriva SEMPRE, magari non immediatamente, ma arriva eccome. Ed è sempre quella giusta per noi.

Buone domande dunque,

Un abbraccio

Stefania

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Il libro di novembre

Sempre più spesso mi accade, quando mi trovo a leggere un libro di rara potenza, di non riuscire a commentare in alcun modo. Come se ogni commento togliesse potenza ai contenuti della lettura.

Così, nel consigliare vivamente  questo volumetto, vi lascio alcune citazioni. Aggiungo solo che è davvero una lettura adatta a questo momento dell’anno, in cui siamo più inclini all’ascolto di noi stessi, più raccolti, più rivolti all’interno. Momento ideale per lavorare su di noi.

Le storie che ci raccontiamo diventano abitudini. Le abitudini diventano sedimenti e addensano energia nella misura in cui diamo loro attenzione e continuità. Le abitudini alle quali rispondiamo sempre nella stessa maniera, identificandoci con esse e reagendo in modo automatico, finiscono per darci l’illusione di continuità e danno corpo alla certezza che abbiamo una personalità immutabile, che “siamo fatti così”, il più pericoloso di tutti gli incantesimi.

Contrariamente a quanto molti sembrano credere, noi non siamo nessuna delle nostre abitudini ed il carattere non è affatto il nostro destino, quanto piuttosto una serie di abitudini e credenze, un cumulo di programmi automatici.

Imparando a vivere senza più fare affidamento sulle storie mentali che ti racconti, imparerai a sentire totalmente te stesso ed il momento presente i tutta la sua intensità.

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Andrea Panatta – Istruzioni per maghi erranti – ed. Spazio Interiore

Buona lettura, un abbraccio

                                                                              Stefania

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Vuoi DAVVERO cambiare?

Tutti noi più o meno spesso ci siamo trovati davanti al desiderio o alla necessità di cambiare qualcosa della nostra vita. Si va dal cambiare casa, lavoro, dal riflettere su cambiamenti da mettere in atto in una relazione con il partner, la famiglia, gli amici, i colleghi, la famigerata dieta e via così, tanti sono gli aspetti  che talvolta vorremmo rivoluzionare. Magari non ne possiamo proprio più.

Ma accade, e qui arriva il bello, che quando ci troviamo di fronte all’opportunità di attuare questo cambiamento, ecco la paralisi e i seguenti tentativi di normalizzazione: no, dai, dopotutto non va così male, ci sono aspetti positivi, magari non adesso, aspetto ancora e chissà, forse mi lamento troppo, dopo magari è anche peggio ecc. ecc. Conoscete questa storia, vero?

Quando mi capita di dire ad un cliente che spesso abbiamo paura di stare meglio ed essere più felici, mi si guarda come se fossi una pazza, ma in un certo senso è proprio quello che accade.

Quello che ci spaventa e poi ci blocca è il “salto nel buio” caratteristico del cambio di abitudine o schema. Pensiamo che si, potremmo stare meglio, ma poichè non ne siamo sicuri, ci fermiamo e facciamo un bel passo indietro verso la vecchia situazione che è quella che non tolleriamo più, vero, ma la conosciamo e ci fa quindi sentire sicuri.

In definitiva barattiamo la possibilità di cambiare per star meglio ed essere più in sintonia con noi stessi, con la sicurezza ed il falso senso di protezione che il già conosciuto ci garantisce. Che prezzo paghiamo per questo? Beh, fate voi.

Spesso vengono da me persone in difficoltà con il loro presente, che mi chiedono di cambiare ma senza cambiare, e questo non è fattibile, mai.

Aggiungo che, se ci illudiamo che cambiando qualcosa solo al di fuori di noi cambierà tutto il resto, anche qui, ahimè, non funzionerà. Se continuiamo ad avere problemi sul posto di lavoro e continuiamo a cambiare lavoro per ritrovarci dopo un po’ nella stessa situazione, forse dobbiamo guardare dentro di noi, non solo fuori. Il reale e duraturo cambiamento parte da lì, che ci piaccia o meno.

Dunque:

  •  Insito in ogni cambiamento c’è necessariamente il lasciar andare il controllo, il nuovo non possiamo conoscerlo, punto.
  • Possiamo (e ci conviene) lavorare su di  noi per imparare a fidarci ed affidarci al cambiamento, senza temere ciò che è nuovo e quindi sconosciuto.
  • Teniamo sempre presente che se cambiamo noi interiormente, solo allora anche l’esterno si modifica, altrimenti è una finta e durerà poco.

Ascoltiamo e rispettiamo i nostri tempi, ogni cambiamento richiede ascolto, pazienza, fiducia.

Un abbraccio

Stefania

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Il libro di ottobre

Fino a non molto tempo fa avevo l’abitudine un po’ presuntuosa di non considerare a priori quei libri che ritenevo avessero titoli banali, scontati, troppo semplicistici  (secondo quale criterio poi, mah). Beh, chissà quanto mi sono persa per questa scellerata chiusura! Fortunatamente per me ho poi cambiato direzione, cerco di non etichettare mai nulla per principio e tutto è più leggero, ampio, funziona meglio.

Il libro che vi mostro questo mese tempo fa non l’avrei nemmeno guardato, e cosa mi sarei persa: un piccolo volume pieno di spunti preziosi sul complesso tema delle dipendenze, degli attaccamenti, non solo quelli affettivi, il tema trattato è più ampio e accoglie più aspetti della questione.  Un attaccamneto che diventa dipendenza è una delle fonti di maggior sofferenza nelle nostre vite, lo sperimento molto spesso con i miei clienti. Pensare di non riuscire più a vivere senza qualcuno/qualcosa è uno schema pericoloso su cui la mente lavora incessantemente, complicando di molto quello che altrimenti sarebbe un evento doloroso da elaborare e lasciar andare.

Gli eventi dolorosi accadono e tutti noi li sperimentiamo nella vita, ma la resistenza e l’attaccamento che opponiamo alla naturale risoluzione di tali eventi si trasforma in un inesorabile veleno, in una sorda ed infinita sofferenza che ci allontana dall’energia della Vita e dalle nostre potenzialità.

Se avvertite che tutto questo possa riguardarvi, questo libro fa per voi.

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Un abbraccio, buona lettura

 

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Il libro di settembre

Per accogliere la luce languida e le morbide energie di questo mese vi propongo un libro per me molto speciale, di straordinaria potenza.

Mi sento quindi di essere anche più concisa del solito nel presentarlo: va letto, digerito, consumato.

Un assaggio:

Guida pratica alla libertà personale:

  • Sii attento con le parole
  • Non prendere nulla in modo personale
  • Non supporre nulla
  • Fai sempre del tuo meglio

 

….. e molto altro. Utilissimo per chi si sta confrontando con un percorso personale di distacco da schemi automatici e credenze limitanti.

Buona lettura e sereno Autunno, un abbraccio

I quattro accordi – Don Miguel Ruiz

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Pausa

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Pausa… devo prendermi una pausa, ho bisogno di una pausa…

Siamo soliti pensare alla pausa soprattutto nel periodo estivo. Certo il caldo rende tutto più lento e talvolta faticoso, le energie sono al risparmio e abbiamo un anno alle spalle, spesso caotico, stressante, ci troviamo ad inseguire una velocità che non è la nostra, ma ci siamo mai chiesti qual’è la NOSTRA velocità ?

Ci siamo mai chiesti se è proprio l’estate il momento in cui sentiamo di avere bisogno di fermarci, o è qualcosa che crediamo di scegliere ma in realtà facciamo ormai in modalità automatica, perchè “si fa così” ? Mi capita non di rado di parlare con persone che vedono anche le agognate ferie come qualcosa di stressante, faticoso e troppo impegnativo, un dovere insomma…. ha senso ?

Possiamo pensare alla pausa in modo diverso, un momento che può durare anche 10 minuti, che ci concediamo in qualunque momento ed in qualunque luogo e situazione, quando ne avvertiamo il bisogno. Oppure scegliamo uno o più momenti nella giornata,  in cui ci fermiamo un poco: ci sediamo, chiudiamo gli occhi, respiriamo  profondamente e ASCOLTIAMO.

Ascoltiamo quello che succede dentro di noi: come stiamo? Siamo tesi, rigidi, rilassati e tranquilli, arrabbiati o preoccupati ed ansiosi, annoiati, insofferenti, gioiosi e grati….

SCEGLIAMO di prenderci una pausa quando ci serve, non quando ce lo dicono le convenzioni. Potremmo scoprire che in estate non ci va di fare nessun viaggio chissà dove, faticare per dire a noi stessi che abbiamo fatto vacanza, quando invece magari ci siamo sfiniti di attività, fare, fare.

Insomma, la pausa possiamo trovarla dentro di noi ogni volta che ne abbiamo bisogno, o scegliere di fermarci quando lo decidiamo noi. In modo da trovare  un nostro tempo, un nostro luogo interiore di vacanza, una nostra personale pausa.

Un abbraccio

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Apparizioni

Ecco una breve intervista radiofonica in cui fornisco alcuni spunti sul mio splendido lavoro.

E’ una traccia, certo, sono accenni, ma ci tengo a condividerla perchè per me è stato un importante esperimento dell’uscire dalla zona di comfort e mettermi in una posizione scomoda, poichè non sono a mio agio nel parlare in video, e tanto meno ad un microfono! Come risultato mi sono divertita, tutto è andato liscio e come sempre era il pensare troppo alla cosa che la ingigantiva… proprio vero che mentre noi pensiamo, la vita accade, semplicemente!

Un abbraccio