Il libro di aprile

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Accade quasi sempre che, quando ci interroghiamo su di noi, sulla nostra vita, quando siamo in un percorso di evoluzione personale o in un momento difficile, arrivi la fatidica domanda titolo di questo libro, ” chi sono io?

Sotto forma di dialoghi, l’autore esplora i vari campi della nostra esistenza: le relazioni, la natura del pensiero, il discernimento, l’arte di ascoltare, sono solo alcune delle domande poste.

Lascio alla vostra curiosità l’indagare le risposte qui fornite. Una visione ampia, di pace con noi stessi, di inclusione con il tutto.

Un paio di brevi citazioni:

Non c’è nulla da provare, aggiungere o togliere alla vita che stai vivendo. Serve solo la vigilanza per vedere le abitudini del pensiero e come queste ci vincolano……Quando vediamo che quasi tutta la nostra esistenza è una ripetizione meccanica, usciamo automaticamente dallo schema ed entriamo nell’osservazione.

Osservarsi ha il suo sapore e non ha bisogno di aggiunte. E’ la stessa apertura, l’accoglienza, che è il nostro stato d’essere naturale.

Buona lettura,

un abbraccio

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Il libro di febbraio

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Immergersi nella lettura di questa biografia è stato come fare un viaggio sulle montagne russe. Ogni esistenza è preziosa ed unica, ma alcuni di noi si trovano di fronte a prove davvero intense, o forse intenso è il proposito di scandagliare, sperimentare, scoprire, evolvere.

Attraverso la sua speciale storia ed  eredità familiare, il figlio di Alejandro Jodorowsky ci guida attraverso il suo personale di cammino verso la risoluzione degli irrisolti familiari, lo scioglimento degli irretimenti di quello che per tutti noi è il “sistema famiglia”.

Non è possibile passare attraverso le maglie di questi legami senza una dose di dolore, rabbia e disperazione anche. Ma quello che alla fine guadagnamo ….. siamo i veri noi stessi, nella nostra libera unicità, nei nostri speciali limiti e talenti.

– In questo personalissimo “viaggio dell’eroe” attraverso la psicomagia e la liberazione dal dolore, la psicogenealogia, metodo di analisi dell’albero genealogico, si è rivelata uno strumento infinitamente prezioso per comprendere fino a che punto ciò che pensavo, sentivo o desideravo, le mie inquietudini, conflitti o malattie, potessero essere anche frutto ed estensione del mio passato familiare, sociale e storico….. mappe neurologiche che si ripetono di generazione in generazione –

Appassionatevi, buona lettura!

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Coaching: Quando, Perchè

Quando e perchè scegliere di iniziare un percorso di life coaching ?

Prendo spunto soprattutto dal materiale che i miei clienti di volta in volta mi portano e su cui vogliono lavorare:

  • Mi ritrovo in situazioni sempre uguali e non capisco perchè, non ne vengo a capo. Cosa non vedo?
  • Ho in mente un preciso obiettivo da raggiungere ma per qualche ragione mi blocco,  mi perdo e non concludo. E’ molto frustrante.
  • Non capisco più nulla di ciò che accade nella mia vita. Cosa mi succede?
  • Non riesco più a tollerare questa situazione sul lavoro e voglio cambiare, ma la paura di fallire mi terrorizza e resto lì dove sono, con un carico di stress insopportabile.
  • Cosa succede nella relazione con il mio/la mia compagna ? Non ci riconosciamo più, la comunicazione diventa sempre più rancorosa e difficile….ma prima andava tutto bene!
  • Sento che questa relazione non va più bene per me, vorrei uscirne ma ho il terrore della solitudine, di ridisegnare la mia vita, di non trovare piu’ un partner. Sono insofferente ed infelice.
  • Non mi sento capace di fare niente, un perfetto fallito. Mi sembra che nulla funzioni nella mia vita.
  • Non so più chi sono, quali sono i miei punti di forza, non riconosco il mio valore, mi sento perso.
  • Voglio migliorare il mio rapporto di coppia, che faccia un salto di qualità.
  • Non sopporto alcun cambiamento, anche minimo. Mi prende il panico. Mi sento paralizzato.
  • Sono in preda ad un’ansia costante, non riesco a pensare ed agire in maniera lucida ed efficace.

In queste e molte altre situazioni di  possiamo decidere di assumerci la responsabilità della nostra vita e dei suoi aspetti per noi piu’ difficoltosi, e SCEGLIERE DI FARCI AIUTARE. Spezzare così quegli schemi che portiamo avanti in maniera del tutto inconsapevole, e che non funzionano più.

Non è stimolante l’idea di riscoprirti, ritrovarti, più consapevole di te e di ciò che provi, di ciò che vuoi per la tua vita, gettare via vecchi schemi  e fare spazio al nuovo ?

Puoi SEMPRE scegliere. C’è sempre una possibilità, talvolta da soli  è più difficile coglierla.

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Quel momento

C’è un particolare momento, che accade sempre anche se con tempi e modi differenti per ogni persona, che non smette di emozionarmi, ogni volta.

Durante il percorso con il cliente arriva il momento in cui qualcosa si modifica, qualcosa scatta, qualcosa si manifesta e una volta manifestato tutto cambia. E’ il momento in cui il cliente comincia a sentire, attraverso il suo corpo, attraverso l’emozione ed il cambio di stato, che una trasformazione importante ha cominciato il suo corso e da lì in poi sarà inarrestabile. Tramite il lavoro svolto la persona comincia a prendere contatto con le proprioe emozioni, a riconoscerle ed accettare anche quelle che aveva sempre evitato e non voluto vedere/sentire. Si aprono mondi nuovi,  nuove possibilità, prospettive più ampie nella gestione della difficoltà, del blocco, del conflitto, che prima non riuscivano ad emergere e imprigionavano nei soliti schemi, difese, rigidità  divenute ormai prigione e pensieri ripetitivi fino quasi all’ossessione, con un grande dispendio di energie e un  profondo disagio e  senso di impotenza rispetto alla possibilità di uscire dalla difficoltà.

In quel preciso momento di consapevolezza che un sentire profondo sta cambiando, che possiamo sempre scegliere, che i limiti sono nei nostri schemi mentali antichi e cristallizzati, ecco che il corpo diventa più sciolto, si libera una nuova energia, lo sguardo si illumina nella gioia della forza e nuova prospettiva ritrovata o scoperta per la prima volta.

Tutte le risorse che ci servono sono in noi, dobbiamo tornare alla nostra essenza profonda per ritrovarle ma sono sempre state là, da qualche parte, sepolte ma pronte a riemergere fiere appena ce lo permettiamo!

In questo processo io sono un mezzo, uno strumento che aiuta la persona a procedere in un lavoro che è solo suo.  Vale davvero la pena di cominciare.

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Etichette

  • Siamo anche la somma delle nostre scelte. Ogni etichetta, ogni autodefinizione ci impedisce di crescere, è un demone da esorcizzare.

   Se proprio non riusciamo a farne a meno, proviamo con questa: io sono un esorcista di etichette, e me ne compiaccio.

W. Dyer  “Le vostre zone erronee”

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La spinta al cambiamento

” Possiamo intendere il dolore interiore come il sistema attraverso il quale la nostra personalità ci fa capire che dobbiamo cambiare qualcosa, altrimenti non affioreranno emozioni migliori. Invece di temere il dolore, possiamo imparare a interpretarne i messaggi con saggezza, in modo da poterne sfruttare i suggerimenti per migliorare la nostra vita.”

E ancora:

“Il tratto caratteristico di una persona equilibrata è la disponibilità ad accettare tutte le verità, anche quelle che vanno contro desideri personali. Dimostra che tale persona ha smesso di guardare agli altri per trovare stabilità e che si è impegnata a rimanere concentrata sulla propria personale missione di vita.”

– Les Carter

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La giusta distanza (o vicinanza)

Talvolta mi si chiede quale sia il “sano equilibrio” nelle relazioni….domanda difficile! Cosa rispondere…voglio farlo citando Nicola Ghezzani, uno psicoterapeuta di cui apprezzo molto l’approccio, e che su questo delicato argomento vola davvero alto.

” Quali sono le modalità relazionali positive che contraddistinguono un amore o un’amicizia sani? Ritengo DUE.

La prima è la distanza che si esprime nel rispetto partecipe, laddove i partners o gli amici sappiano stare lontani l’uno dall’altro nel rispetto per ciò che l’altro è di per sè. Con la pratica della distanza e del rispetto partecipe chi ama può ammirare, percepire la vita dell’amato nella sua piena autonomia, e goderne. E’ una forma dell’amore maturo.

La seconda è la vicinanza liberatoria, laddove partners e amici stiano vicini con la volontà di generare nell’altro il bene supremo della libertà  (inclusa la paradossale libertà DAL legame stesso ). Con la vicinanza liberatoria chi ama può irrompere nella vita dell’amato, fondersi con quella ed esprimere tutta la propria energia, passione, allo scopo di rendere l’altro felice, cioè libero da ogni contingenza costrittiva, limitativa, frustrante.

Una relazione mediante la quale l’individuo ri-genera il proprio io a partire dalla coscienza di sè e dalla giusta misura nei rapporti umani.

Ci si ama per generare la vera natura dell’altro, le sue migliori potenzialità, la sua libertà. Quel sentimento che chiamiamo amore è il prodotto di un raffinato e consapevole equilibrio.”

Ecco….pensate sia troppo? Io credo di no, credo sia un dono unico che facciamo a noi stessi e all’altro. Ci si può arrivare passo dopo passo. Buone riflessioni.

“Quando l’amore è una schiavitù” – Nicola Ghezzani

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Io, Stefania

Ad oggi,  la mia vita è al capitolo 2.

C’è un capitolo 1, quello in cui ho terminato gli studi classici, ho frequentato la facolta’ di Lingue, mi sono resa economicamente indipendente. Grazie al mio lavoro (posto fisso, sicuro) ho potuto coltivare i molti interessi e soddisfare la mia vivace curiosità, ho potuto viaggiare tanto. Molto bene….fin qui, certo. Ma c’è sempre stata una vocina inquieta che lamentava la mancanza di spazi di creatività, di maggiore autonomia personale, del coltivare i MIEI talenti, insomma di seguire una mia strada. Non stavo bene, anche se mi convincevo strenuamente del contrario, sentendomi anche in colpa, un’ingrata perchè non riuscivo a sentirmi davvero appagata da  tutto quello che avevo, che non era poco, lo riconosco. Ma non andava piu’ bene per me.

Dopo tanti anni di lavoro su di me arriva il 2014, l’anno che, con  i suoi infausti eventi, ha dato la svolta alla mia vita. Tutti gli antichi riferimenti vengono a mancare, e mi rendo conto che questa è la vita, l’illusione di stabilità ce la creiamo noi perchè ci serve. Con tanta fatica e sofferenza  arriva anche una nuova consapevolezza. Quella che sembrava una disfatta totale si rivela l’occasione che ci voleva.

Lascio poi il lavoro (siamo al 2015) ma continuo a lavorare su di me.  Continua a leggere