Letture e suggestioni d’estate

Da sempre considero l’estate un momento prezioso per rallentare, ascoltare, lasciar decantare fatti, riflessioni ed impressioni.

Ho iniziato a leggere questo libro perchè, come mi accade quasi sempre, è lui, questo libro, che mi ha chiamata. Ed è un testo che ci esorta ad assumere un punto di vista nuovo ed insolito nell’accogliere e leggere gli eventi della vita e quello che di questi eventi facciamo con il filtro della nostra mente.

“Lasciate che il mondo si sveli senza tentare sempre di prevedere tutto. Per esempio, lasciate semplicemente che le relazioni esistano. Non cercate didperatamente di far sì che qualcosa funzioni, lasciate solo che accada. Non vi affaticate nel tentativo di capire il vostro compagno, i figli, i genitori, il capo o chiunque altro”

Potente, vero? Per noi abituati a voler/dover controllare tutto!

” Lasciare che la vita accada non significa non desiderare o non agire, al contrario: si desidera, si agisce ma poi si lascia andare e ci si affida. L’affidarsi è l’azione più potente che possiamo sperimentare, i risultati arrivano”

Una lettura che ci suggerisce sicuramente di usare uno sguardo insolito su come ci muoviamo tra le nostre emozioni, la nostra mente e le nostre azioni.

Buona lettura, serena estate

saggezza tao_Sovra.inddW. W. Dyer – La saggezza del Tao – ed.  Corbaccio

Il libro di Giugno

Il cambiamento:

tanto invocato quanto temuto. Cosa significa, cosa intendiamo, a cosa pensiamo quando abbiamo in mente un cambiamento?

Quello a cui si fa riferimento in questo consigliatissimo bel libro, è il cambiamento interiore, il cambiamento di come percepiamo noi stessi e di conseguenza tutto il nostro mondo privato e pubblico, il mutamento di stato della nostra consapevolezza, dopo il quale nulla più sarà da noi visto e affrontato come prima.

Ci fa paura? Certo, sempre. Significa avventurarsi dentro di noi, lasciare molte dinamiche ben consolidate e conosciute, quindi sicure anche se non ci danno più alcuna gioia ed evoluzione nel nostro percorso di vita. Spesso sono diventate prigioni per la nostra mente, ma ci fanno sentire al sicuro, nella famosa zona di confort.

Il cambiamento ci richiede di vedere tali dinamiche antiche per poi cominciare a liberarcene e sentirci più liberi di essere chi siamo in ogni aspetto della nostra vita.

Come sapete non mi piace aggiungere troppo, vi invito alla lettura del libro e alle preziose riflessioni e suggerimenti in esso contenuti. Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento del percorso dil life coaching, sicuramente un fantastico strumento.

Buona lettura!

Il cambiamento –  Wayne W. Dyer08-Dyer  ed. Corbaccio

 

Ancora sulle emozioni

Condivido con piacere questo articolo pieno di spunti sulla percezione e sul funzionamento del “meccanismo – emozione”

Buona lettura!

fontanahttp://www.visionealchemica.com/lemozione-un-luogo/

Il libro di maggio

Davvero non trovo un commento adeguato alla lettura di questo mese, se non… NON PERDETEVELA. Un’opera intensa e articolata e completa su un tema fondamentale: l’importanza delle nostre radici, della nostra famiglia di origine intesa come intero sistema familiare.

…l’influenza della famiglia sull’individuo: l’inconscio familiare interagisce con l’inconscio personale, nel bene e nel male…

Lo studio delle proprie radici può rivelarsi fondamentale veicolo di consapevolezza ed evoluzione personale, laddove riusciamo a liberarci dell’ identità acquisita, ovvero quello che gli altri (il sistema familiare) hanno voluto che noi fossimo, e diventare così ciò che siamo realmente.

Svelare le dinamiche del clan familiare ci aiuta a comprendere le nostre inibizioni: si ha in tal modo la possibilità di vivere, creare, essere e amare a partire da quello che siamo veramente.

Un libro denso e meraviglioso, godetevelo in ogni riga.

A. Jodorowsky, M. Costa – Metagenealogia – ed. Feltrinelli

metagenealogia

Il libro di Aprile

Questo mese vi mostro un libro piccolo e preziosissimo….non dico molto, si può leggere anche aprendo a caso una pagina e facendo tesoro del contenuto.

Farò proprio così, ora apro e….” assumersi la responsabilità delle proprie scelte , esserne consapevoli è già un grande passo verso un percorso di crescita e di evoluzione, è come riconoscere il valore del proprio essere al di là degli aspetti più puramente terreni e della limitatezza della natura umana ”

E ancora: ” la mente stessa è ben oltre quello che credete, ne fate un uso sbagliato e marginale, solo per mentire a voi stessi e agli altri, per costruire giustificazioni delle vostre azioni sia a voi stessi sia agli altri. E’ la parte più terrena  e pratica di voi, è anch’essa importante perchè è lo strumento che utilizzate nel quotidiano per socializzare, per creare e condividere regole, non sempre tuttavia per il vostro bene “

……e molto altro…..

Buona lettura! Dimenticavo, il titolo vi irrita e vi fa storcere il naso? Bene, motivo in più per leggerlo, probabilmente va a toccare qualche parte di voi che vuole essere vista.

17834194_10212768596120843_520082224962530597_oEmanuela Casadei Giunchi

– Tutto è perfetto –   Anima edizioni

Coaching: Quando, Perchè

Quando e perchè scegliere di iniziare un percorso di life coaching ?

Prendo spunto soprattutto dal materiale che i miei clienti di volta in volta mi portano e su cui vogliono lavorare:

  • Mi ritrovo in situazioni sempre uguali e non capisco perchè, non ne vengo a capo. Cosa non vedo?
  • Ho in mente un preciso obiettivo da raggiungere ma per qualche ragione mi blocco,  mi perdo e non concludo. E’ molto frustrante.
  • Non capisco più nulla di ciò che accade nella mia vita. Cosa mi succede?
  • Non riesco più a tollerare questa situazione sul lavoro e voglio cambiare, ma la paura di fallire mi terrorizza e resto lì dove sono, con un carico di stress insopportabile.
  • Cosa succede nella relazione con il mio/la mia compagna ? Non ci riconosciamo più, la comunicazione diventa sempre più rancorosa e difficile….ma prima andava tutto bene!
  • Sento che questa relazione non va più bene per me, vorrei uscirne ma ho il terrore della solitudine, di ridisegnare la mia vita, di non trovare piu’ un partner. Sono insofferente ed infelice.
  • Non mi sento capace di fare niente, un perfetto fallito. Mi sembra che nulla funzioni nella mia vita.
  • Non so più chi sono, quali sono i miei punti di forza, non riconosco il mio valore, mi sento perso.
  • Voglio migliorare il mio rapporto di coppia, che faccia un salto di qualità.
  • Non sopporto alcun cambiamento, anche minimo. Mi prende il panico. Mi sento paralizzato.
  • Sono in preda ad un’ansia costante, non riesco a pensare ed agire in maniera lucida ed efficace.

In queste e molte altre situazioni di  possiamo decidere di assumerci la responsabilità della nostra vita e dei suoi aspetti per noi piu’ difficoltosi, e SCEGLIERE DI FARCI AIUTARE. Spezzare così quegli schemi che portiamo avanti in maniera del tutto inconsapevole, e che non funzionano più.

Non è stimolante l’idea di riscoprirti, ritrovarti, più consapevole di te e di ciò che provi, di ciò che vuoi per la tua vita, gettare via vecchi schemi  e fare spazio al nuovo ?

Puoi SEMPRE scegliere. C’è sempre una possibilità, talvolta da soli  è più difficile coglierla.

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Contattami per un incontro conoscitivo gratuito: ferrariste66@gmail.com

 

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Il libro di marzo

Qualche giorno fa ho seguito un seminario tenuto dalla sempre bravissima Erica Poli, argomento : IL VALORE DEL PERDONO.

Il lavoro svolto partiva da un assunto di base che sovverte la comune accezione di perdono, e cambiandone la prospettiva libera nuove energie  e possibilità di contattare un maggior ben-essere. L’assunto è il seguente: in genere intendiamo il perdono possibile solo a fronte di un RISARCIMENTO che pretendiamo da colui/colei da cui riteniamo di aver subito un torto. Ma in questa ottica noi assumiamo la posizione di VITTIME, subiamo, accumuliamo senso di frustrazione e rabbia, tutti veleni per l’organismo e per l’anima. In questa ottica non riusciamo mai ad essere veramente liberi, dipendiamo dalle azioni/decisioni del presunto carnefice e restiamo bloccati a ciò che è stato.

Spostando il punto di vista (ed è certo un notevole spostamento) possiamo provare a vedere il torto subito come un segnale, un’occasione da cogliere per lavorare sulla ferita inferta e trasformarla in opportunità di crescita, di evoluzione personale. Questo è il cosiddetto PERDONO TRASFORMATIVO, che prescinde dal risarcimento come condizione irrinunciabile anzi, se tutto ciò che ci accade ci aiuta in qualche modo a recuperare parti di noi “bloccate”, questa qualità di perdono ci restituisce una maggior consapevolezza di noi stessi, e paradossalmete arriviamo a comprendere che in realtà non c’è proprio nulla da perdonare! Per un perdono di questo genere è necessario uscire dalla solita logica del giudizio e della dualità bene/male, dalla logica per cui chi perdona è debole o poco dignitoso, ma quanta libertà riconquistata!

Immagino che alcuni di voi possano irritarsi nel leggere queste righe, e va benissimo, si mobilitano le emozioni opportune.

Ad ogni modo qui ho dato solo alcuni spunti per provare ad assumere un nuovo punto di vista, che è sempre un’occasione di ampliamento della nostra coscienza. Nel libro che vi consiglio questo mese trovate un trattato ricchissimo sull’argomento.

Con la Primavera facciamo entrare anche una nuova visione, buona lettura.perdono-assoluto-colin-tipping

Colin Tipping, Il perdono assoluto.  Ed. macro

Quel momento

C’è un particolare momento, che accade sempre anche se con tempi e modi differenti per ogni persona, che non smette di emozionarmi, ogni volta.

Durante il percorso con il cliente arriva il momento in cui qualcosa si modifica, qualcosa scatta, qualcosa si manifesta e una volta manifestato tutto cambia. E’ il momento in cui il cliente comincia a sentire, attraverso il suo corpo, attraverso l’emozione ed il cambio di stato, che una trasformazione importante ha cominciato il suo corso e da lì in poi sarà inarrestabile. Tramite il lavoro svolto la persona comincia a prendere contatto con le proprioe emozioni, a riconoscerle ed accettare anche quelle che aveva sempre evitato e non voluto vedere/sentire. Si aprono mondi nuovi,  nuove possibilità, prospettive più ampie nella gestione della difficoltà, del blocco, del conflitto, che prima non riuscivano ad emergere e imprigionavano nei soliti schemi, difese, rigidità  divenute ormai prigione e pensieri ripetitivi fino quasi all’ossessione, con un grande dispendio di energie e un  profondo disagio e  senso di impotenza rispetto alla possibilità di uscire dalla difficoltà.

In quel preciso momento di consapevolezza che un sentire profondo sta cambiando, che possiamo sempre scegliere, che i limiti sono nei nostri schemi mentali antichi e cristallizzati, ecco che il corpo diventa più sciolto, si libera una nuova energia, lo sguardo si illumina nella gioia della forza e nuova prospettiva ritrovata o scoperta per la prima volta.

Tutte le risorse che ci servono sono in noi, dobbiamo tornare alla nostra essenza profonda per ritrovarle ma sono sempre state là, da qualche parte, sepolte ma pronte a riemergere fiere appena ce lo permettiamo!

In questo processo io sono un mezzo, uno strumento che aiuta la persona a procedere in un lavoro che è solo suo.  Vale davvero la pena di cominciare.

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Il progetto dietro al problema

“Si devono lasciare i nostri vecchi abiti e le nostre vecchie abitudini. Abbiamo la tendenza intellettualizzante a voler assolutamente trovare una causa ai nostri problemi.

Anzichè andare verso l’accettazione dei nostri inevitabili limiti e della nostra finitezza di esseri umani, vogliamo trovare fatti che ci hanno recato danno e persone colpevoli di limitarci.

Piuttosto che cercare la causa di un problema, è più produttivo scoprire il progetto che rivela. Chi voglio diventare? Quale desiderio bussa alla mia porta? In questo modo ogni intoppo è un mezzo per meglio accogliere la mia parte vulnerabile e per diventare un essere più completo.

Trasformarsi, lasciare i sentieri conosciuti e le idee ritrite permetteranno gradualmente di passare dal bisogno all’incontro tra esseri umani e al desiderio che ne è il segno, non più in vista di un consumo, ma per esistere e relazionarci in uno spazio che non riguarda più la soddisfazione del bisogno stesso. Attaccamento e brama riducono tutto a invidia, egoismo, a rifiuto di ogni forma di frustrazione e di qualsiasi tipo di mancanza.

La trasformazione ci invita a uscire dai nostri immobilismi, troppo comodi per essere lasciati facilmente, per ritrovare il gusto del movimento e rimetterci in cammino. Abbandonare i nostri vecchi giri di giostra ci darà il gusto, la spinta, di partire per cercare di incontrare noi stessi”

S. Tomasella                            (immagine: Georgia O’Keeffe)

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Vi aspetto!

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