Pausa

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Pausa… devo prendermi una pausa, ho bisogno di una pausa…

Siamo soliti pensare alla pausa soprattutto nel periodo estivo. Certo il caldo rende tutto più lento e talvolta faticoso, le energie sono al risparmio e abbiamo un anno alle spalle, spesso caotico, stressante, ci troviamo ad inseguire una velocità che non è la nostra, ma ci siamo mai chiesti qual’è la NOSTRA velocità ?

Ci siamo mai chiesti se è proprio l’estate il momento in cui sentiamo di avere bisogno di fermarci, o è qualcosa che crediamo di scegliere ma in realtà facciamo ormai in modalità automatica, perchè “si fa così” ? Mi capita non di rado di parlare con persone che vedono anche le agognate ferie come qualcosa di stressante, faticoso e troppo impegnativo, un dovere insomma…. ha senso ?

Possiamo pensare alla pausa in modo diverso, un momento che può durare anche 10 minuti, che ci concediamo in qualunque momento ed in qualunque luogo e situazione, quando ne avvertiamo il bisogno. Oppure scegliamo uno o più momenti nella giornata,  in cui ci fermiamo un poco: ci sediamo, chiudiamo gli occhi, respiriamo  profondamente e ASCOLTIAMO.

Ascoltiamo quello che succede dentro di noi: come stiamo? Siamo tesi, rigidi, rilassati e tranquilli, arrabbiati o preoccupati ed ansiosi, annoiati, insofferenti, gioiosi e grati….

SCEGLIAMO di prenderci una pausa quando ci serve, non quando ce lo dicono le convenzioni. Potremmo scoprire che in estate non ci va di fare nessun viaggio chissà dove, faticare per dire a noi stessi che abbiamo fatto vacanza, quando invece magari ci siamo sfiniti di attività, fare, fare.

Insomma, la pausa possiamo trovarla dentro di noi ogni volta che ne abbiamo bisogno, o scegliere di fermarci quando lo decidiamo noi. In modo da trovare  un nostro tempo, un nostro luogo interiore di vacanza, una nostra personale pausa.

Un abbraccio

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Il libro di marzo

Lo so, marzo è quasi finito ma questo mese sono stata piuttosto indecisa su quale libro scegliere, ebbene ecco qui. Marzo, nuova energia, più luce, un buon momento per raccogliersi ed ascoltare quello che c’è e se funziona nella nostra vita.

Quando desideriamo cambiare qualcosa per sentirci meglio da dove cominciare?

Dall’ascolto, dall’accorgerci di come stiamo VERAMENTE, come sta il nostro corpo, quante azioni compiamo in automatico, quante idee, pregiudizi, opinioni, giudizi schematizzati, cristallizzati in noi continuiamo a sostenere solo perchè lo abbiamo sempre fatto, senza nemmeno chiederci se li riteniamo ancora vicini a chi siamo…. ecco, ma chi siamo davvero?

Questo famoso libro è un pilastro solido da cui partire se vi state facendo tutte queste domande, se dentro di voi una vocina dice che così non va più…. se solo cominciassimo a sentire in quante inutili prigioni mentali ci chiudiamo spontaneamente!

Primo passo: ASCOLTARE QUELLO CHE C’E’, non fuggirlo, non reagire.

“Osservandoci, scopriamo che funzioniamo quasi sempre  con il pilota automatico, senza renderci conto di quello che stiamo facendo o vivendo. Come se gran parte del tempo non fossimo a casa, cioè in noi”

“L’inconsapevolezza domina la nostra mente la maggior parte del tempo e perciò influisce su tutto ciò che facciamo”

Buona lettura, bentornata Primavera!

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I pilastri del Cambiamento (piccolo manuale del cambiare prospettiva)

5. Lascia andare il controllo sull’Altro, non è possibile controllare tutto, è estenuante e non produttivo. Allenta la presa con fiducia, tutto intorno a te comincerà a cambiare.

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I pilastri del Cambiamento (piccolo manuale del cambiare prospettiva)

4. Ascolta sempre, sempre il tuo corpo, lì risiede una saggezza profonda. Il corpo ti dice sempre cosa è bene per te, e cosa ti danneggia. Il corpo ti fornisce indicazioni su cosa è bene modificare nella tua vita per essere in armonia con te stesso.

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I doni di Ottobre

Ottobre… un mese di passaggio, abbiamo goduto dell’energia dell’estate e ora ci prepariamo alla quiete e al raccoglimento che portano all’inverno.

Ecco, questa è l’energia di ottobre, ci invita all’ascolto di noi stessi, di ciò che accade fuori e dentro di noi. Non bisogna agire per forza, solo perchè così vogliono gli schemi di sempre.

Quindi poche parole, fermi in ascolto profondo. Le parole di Lao Tzu sono perle preziose che possono guidarci nel coltivare una nuova attitudine al sentire e agire.

Sereno ottobre

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L’ospite della domenica

Ieri pomeriggio, nella calma di fine estate, è venuto a farmi visita il gattone di quartiere, un dolcissimo tigrato che da qualche anno gironzola e passa per le case che lo vogliono ospitare, ma solo per un pò.

Lui arriva dalla finestra, si guarda intorno fiducioso e calmo, se quello che vede gli piace si ferma, si avvicina, saluta con le sue fusa e si mette tranquillo. Se gli si offre cibo non lo rifiuta di certo, ma non chiede con insistenza, nè sembra affamato o assetato. Chiede ciò di cui ha bisogno e nulla di più, coccole, carezze, un luogo tranquillo dove riposarsi.

E’ stato con me l’intero pomeriggio, poi verso sera, morbido e silenzioso come era arrivato, se n’è andato continuando la sua avventura.

Perchè scrivo di questo ? Osservarlo è stato prezioso e mi ha fatto riflettere :

Si muove ed agisce senza aspettativa alcuna, ti chiede compagnia ma tu sei libero di concedergliela o meno, non si muove secondo un piano, ma ascoltando le sue necessità del momento (fresco, riposo, cibo ecc.). Agisce sempre nel presente. Chiede con naturalezza ciò di cui ha bisogno. Quando è soddifatto, con garbo ti lascia, ma ti lascia arricchito dall’esperienza della sua presenza affettuosa.

Credo abbia molto da insegnarci riguardo all’ascolto di noi stessi, allo stare in presenza di ciò che sentiamo, al chiedere spontanemente ed essere pronti a ricevere con gratitudine, e ad andare quando il tempo è finito.

Davvero un maestro, grazie piccolo amico, alla prossima

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