Accade con un percorso di coaching

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Questo mese condivido una bellissima testimonianza:

 

13 giugno 2020,
Ciao a tutti, dopo il nostro ultimo incontro Stefania mi ha domandato se mi andasse di di scrivere due righe e raccontare del mio percorso con lei, invito che ho accettato con entusiasmo visto che per me è un piccolo modo per ringraziarla.
Il mio cammino con lei è cominciato circa due anni fa in maniera casuale ma non fortuita.
Era un periodo per me di particolare delusione, mancata comprensione (nel senso del “perchè solo a me e agli altri riesce tutto semplice?”) degli eventi che vivevo, non mi piacevo più, ero completamente senza energie sotto tutti i punti di vista, uscivo da una relazione di 8 anni conclusa nella peggiore delle maniere, svolgevo il lavoro che ho sempre pensato che per me rappresentasse una morte interiore (non perchè non dignitoso, anzi era anche ben remunerato), mi alzavo alle 5 del mattino per essere in azienda alle 8 e arrivavo a casa alle 19, alle 21 per forza ero a letto, non avevo tempo per me stessa e trovarlo era davvero un grosso sforzo; insomma una semi disfatta su tutti i fronti, e il rapporto con mia mamma era la ciliegina sulla torta.

A indirizzarmi da Stefania fu il mio allora maestro di Aikido, trovare il coraggio di chiamare un’estranea e chiedere aiuto non fu così facile, soprattutto per me che non l’ho mai fatto, mi sono sempre arrangiata in tutto da sola, alla fine chiamai. Mi rispose una voce carica di gentilezza, entusiasmo ed energia, mi sono sentita subito abbracciata e così ci incontrammo.

E’ stato un percorso impegnativo, comprendere i meccanismi di difesa che ho messo  in atto da anni e sono talmente radicati da non essere per me visibili, comprendere quali credenze sono realmente mie e non acquisite, cominciare a scardinarle, uscire dal classico schema di comportamento e ragionamento, cominciare man mano  a capire che quando ti vengono vomitate addosso delle critiche che ti feriscono profondamente perchè fatte da persone che ami e senti che non ti appartengono, è perchè appartengono alla persona che le muove, al filtro con il quale lei guarda il mondo e quel filtro non è il tuo….

Tutto ciò ha richiesto tempo, cadute, ricadute, ma ho sempre trovato il sostegno di Stefania e la voglia che avevo di trovare me stessa, di recuperare il mio benessere, di poter esprimere a pieno quel qualcosa che ho sempre sentito in me come un’energia bloccata, come se fossi una Ferrari che viaggia col freno a mano tirato, mi hanno spinto a continuare.
Ora dopo questo tempo trascorso, e devo dire che l’arrico del Covid 19 con conseguente lockdown ha impresso un’accellerata considerevole, il tempo avuto mi ha ricondotto a ciò che avevo davvero perso, alla mia fonte di gioia, amore ecc… il Disegno, la Creatività, la Fantasia che avevo messo da parte perchè “essere adulti vuol dire non perdere tempo con cose non redditizie, non sognare se non mentre dormi, essere adulti e vivere nella realtà vuol dire fare sacrifici, alzarsi presto, lavorare, metter via soldi, e vivere con qualcuno vuol dire che il lavoro a casa ricomincia da capo ecc. ed è normale, questa è la vita”.

Beh, io ad oggi ho capito come disse D’Annunzio, “il superfluo è per me necessario”, più che essere una persona nuova sono una persona che si è ritrovata e ora ha voglia di mostrarsi per ciò che è, ho nuovi progetti, sto colmando delle lacune che mi frenavano nel fare cose come viaggiare (ho realizzato uno dei miei più grandi sogni: vedere il Giappone, mi sembrava così lontano), espormi a proporre me e il mio lavoro, sto imparando cose nuove, leggo molto più di prima, ascolto musica e faccio cose che non mi sono concessa prima perchè le consideravo lussi che sottraevano risorse al mio progetto di costruzione di una famiglia con figli (progetto per ora non realizzato nonostante l’impegno e i sacrifici).

Sto riequilibrando le energie che spendo nei rapporti in generale, non raccolgo ciò che non è mio, ma soprattutto mi accorgo che non lo è, noto che cose sulle quali partivo in quarta marcia partono si ma si disinnescano in automatico (con mio grande stupore). E’ ancora un cammino in salita e non so se ciò che sto mettendo in campo avrà un riscontro e di che tipo, ma questo non è forse il bello?
L’importante è fare per se stessi se questo ci fa stare bene, questo è il risultato più grande al quale ambire.

Spero di non avervi esageratamente tediato ma di aver dato a qualcuno la spinta per continuare o iniziare il proprio percorso, ne vale la pena anche se ci sono, come in molte cose della vita, ostacoli da superare, momenti di fragilità e tristezza da affrontare, ma sarà proprio lì che troverete il sostegno di Stefania, la sua energia positiva e propositiva, la sua preparazione e passione.
Grazie Stefy e grazie al tuo involontario assistente a quattro zampe Shuki!
E a voi buon viaggio e coraggio!

Alessandra

(nella foto, l’assistente Shuki)

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Vuoi spiegazioni o soluzioni?

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Quando non stiamo bene, abbiamo una difficoltà, qualcosa che ci tormenta, di solito cerchiamo il PERCHE’, vogliamo una spiegazione del perchè ci sentiamo così, perchè quella cosa è accaduta proprio a noi, perchè quella persona ci ha fatto questo, ha detto quello e così via…  vi riconoscete?
Siamo abituati a reagire in questo modo, così abbiamo sempre fatto, così ci hanno insegnato a guardare ai problemi. Lungi da me la certezza di cosa sia giusto o sbagliato per ognuno di noi, vi invito però, come mi piace proporre sempre nel lavoro e non solo, ad ampliare la visione della questione: e se ci fosse un modo più efficace e produttivo di guardare ad una difficoltà?
Davvero quando abbiamo trovato (se ci siamo riusciti) la causa di un malessere abbiamo risolto?

Nella mia esperienza dico di NO, troppo spesso accade che accanirci sul perchè stiamo come stiamo di fatto non solo non risolve, ma ci fa restare pericolosamente concentrati solo sul problema, e ormai tutti sapete che ciò a cui diamo grande attenzione si amplifica nella nostra vita (evidenze scientifiche dalle neuroscienze), fate voi!
Per mia esperienza parlo di 9 anni di percorso psicanalitico alla fine del quale conoscevo alla perfezione tutti i perchè delle mie problematiche, ma questo poi non ha attivato un cambiamento di schemi concreto. Intendete bene, sono grata al mio percorso personale ma dico che da solo per me non è stato sufficiente.
La nostra mente è un gioiello prezioso e quasi magico ma tende a lavorare su schemi del passato, è programmata così. Il nuovo la mette in allarme (infatti di fronte al nuovo spesso abbiamo paura, no?) ma restare nel passato non ci aiuta a cambiare, ad attivare quelle risorse interiori che possono davvero fare la differenza per il nostro ben –  essere.

Se proviamo a concentrarci sul nostro problema QUI ED ORA, e anche quando siamo in profonda difficoltà cerchiamo un modo, anche minimo, piccolo, per provare a sentirci meglio, ebbene questo orienterà la mente alla SOLUZIONE, e con un pò di pazienza, ognuno ha i suoi tempi, dando attenzione alle nostre risorse,  la nostra mente e il nostro inconscio lavoreranno per quelle.
Considerate anche che spesso il chiedersi continuamente i perchè è un ottimo alibi per non lavorare alla ricerca della soluzione. La mente deve lavorare per noi, non contro!

Questo lo verifico sempre con le persone che fanno un percorso con me.
A questo punto ponetevi nuovamente la domanda: voglio spiegazioni o soluzioni?

Una bella lettura per approfondire:    Joe Dispenza – Cambia l’abitudine di essere te stesso”

Un abbraccio, Stefania

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La relazione più importante

Dopo aver fatto un breve sondaggio ponendo questa domanda, la grande maggioranza degli interpellati ha decretato:

– LA RELAZIONE DI COPPIA, primo posto indiscusso

– LE AMICIZIE

– IL RAPPORTO CON I FIGLI

Certo la nostra quotidianità ci mette in relazione con diverse realtà. Penso anche ai rapporti di lavoro con i colleghi e i superiori,  con la nostra famiglia di origine, per citarne alcuni altri.

In tanti anni di lavoro di ricerca su di me, di esperienze di vita relazionale personale, fino ad arrivare ai quattro anni nella professione di life coach e dunque ascoltando e lavorando con le persone che a me si rivolgono, sono arrivata alla conclusione che, per me, la relazione senza dubbio primaria in tutte le fasi della vita è la relazione con noi stessi.

Provate a pensare: noi siamo l’unica persona con cui di fatto passiamo tutta la vita, pare quasi banale ma non ci siamo mai soffermati a rifletterci, credo.

E, cosa sommamente importante, a partire dalla relazione che abbiamo con noi stessi modelliamo poi tutte le altre: con partners, genitori, figli, colleghi ecc. Ci rapportiamo con ogni relazione nel modo in cui abbiamo imparato a stare con noi stessi. Porteremo quindi nelle relazioni i nostri schemi appresi  dai genitori, a scuola, dal contesto culturale e sociale nel quale viviamo. L’iimagine interiore che abbiamo di noi si rifletterà nelle relazioni che avremo.

Portiamo quindi nella reazione con l’Altro anche i nostri blocchi, le nostre credenze limitanti, ovvero quelle etichette che ci siamo dati o che altri ci hanno affibbiato e che crediamo davvero nostre o diamo per scontate. Insomma, in ogni relazione riflettiamo noi stessi nell’altro, capite quindi l’importanza della qualità della relazione che abbiamo con noi? Ce la portiamo ovunque, sempre.

Quando le cose si complicano o vanno proprio male con gli altri tendiamo naturalmente, automaticamente a difenderci incolpando o criticando l’altro, ma forse vale la pena di fermarci un attimo, fare un passo indietro e porci qualche domanda:

– cosa non ha funzionato/non funziona ?  E’ qualcosa che mi è già capitato ?  Di cosa incolpo l’altra persona, cosa mi turba oltremodo?  E’ qualcosa che riconosco essermi familiare?  Come mi fa sentire quella persona, quale emozione spiacevole mi attiva?

Questo è già un buon inizio di indagine, potreste scoprire molto presto di aver proiettato sull’altro questioni vostre….. e da qui parte poi, se ne avete voglia, il lavoro su di voi.

Per mia personale esperienza ne vale davvero la pena. Avere una buona relazione con noi stessi è la chiave per avere tutte buone relazioni, qualunque esse siano.

 

Un abbraccio

Stefania  437c8301dc39be7e710fe5213f74f90a(immagine Mattotti)

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Il libro di ottobre

Fino a non molto tempo fa avevo l’abitudine un po’ presuntuosa di non considerare a priori quei libri che ritenevo avessero titoli banali, scontati, troppo semplicistici  (secondo quale criterio poi, mah). Beh, chissà quanto mi sono persa per questa scellerata chiusura! Fortunatamente per me ho poi cambiato direzione, cerco di non etichettare mai nulla per principio e tutto è più leggero, ampio, funziona meglio.

Il libro che vi mostro questo mese tempo fa non l’avrei nemmeno guardato, e cosa mi sarei persa: un piccolo volume pieno di spunti preziosi sul complesso tema delle dipendenze, degli attaccamenti, non solo quelli affettivi, il tema trattato è più ampio e accoglie più aspetti della questione.  Un attaccamneto che diventa dipendenza è una delle fonti di maggior sofferenza nelle nostre vite, lo sperimento molto spesso con i miei clienti. Pensare di non riuscire più a vivere senza qualcuno/qualcosa è uno schema pericoloso su cui la mente lavora incessantemente, complicando di molto quello che altrimenti sarebbe un evento doloroso da elaborare e lasciar andare.

Gli eventi dolorosi accadono e tutti noi li sperimentiamo nella vita, ma la resistenza e l’attaccamento che opponiamo alla naturale risoluzione di tali eventi si trasforma in un inesorabile veleno, in una sorda ed infinita sofferenza che ci allontana dall’energia della Vita e dalle nostre potenzialità.

Se avvertite che tutto questo possa riguardarvi, questo libro fa per voi.

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Un abbraccio, buona lettura

 

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La coppia come va?

Carissimi,

Vi aspetto mercoledì 7 febbraio dalle 17.30 alle 20.30 per colloqui individuali o di coppia sul tema della relazione. I colloqui sono gratuiti.

Qui sotto trovate il link con tutte le informazioni. Incontriamoci!

            https://www.facebook.com/events/181967379204024/

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