Il libro di maggio

Davvero non trovo un commento adeguato alla lettura di questo mese, se non… NON PERDETEVELA. Un’opera intensa e articolata e completa su un tema fondamentale: l’importanza delle nostre radici, della nostra famiglia di origine intesa come intero sistema familiare.

…l’influenza della famiglia sull’individuo: l’inconscio familiare interagisce con l’inconscio personale, nel bene e nel male…

Lo studio delle proprie radici può rivelarsi fondamentale veicolo di consapevolezza ed evoluzione personale, laddove riusciamo a liberarci dell’ identità acquisita, ovvero quello che gli altri (il sistema familiare) hanno voluto che noi fossimo, e diventare così ciò che siamo realmente.

Svelare le dinamiche del clan familiare ci aiuta a comprendere le nostre inibizioni: si ha in tal modo la possibilità di vivere, creare, essere e amare a partire da quello che siamo veramente.

Un libro denso e meraviglioso, godetevelo in ogni riga.

A. Jodorowsky, M. Costa – Metagenealogia – ed. Feltrinelli

metagenealogia

Il libro di Aprile

Questo mese vi mostro un libro piccolo e preziosissimo….non dico molto, si può leggere anche aprendo a caso una pagina e facendo tesoro del contenuto.

Farò proprio così, ora apro e….” assumersi la responsabilità delle proprie scelte , esserne consapevoli è già un grande passo verso un percorso di crescita e di evoluzione, è come riconoscere il valore del proprio essere al di là degli aspetti più puramente terreni e della limitatezza della natura umana ”

E ancora: ” la mente stessa è ben oltre quello che credete, ne fate un uso sbagliato e marginale, solo per mentire a voi stessi e agli altri, per costruire giustificazioni delle vostre azioni sia a voi stessi sia agli altri. E’ la parte più terrena  e pratica di voi, è anch’essa importante perchè è lo strumento che utilizzate nel quotidiano per socializzare, per creare e condividere regole, non sempre tuttavia per il vostro bene “

……e molto altro…..

Buona lettura! Dimenticavo, il titolo vi irrita e vi fa storcere il naso? Bene, motivo in più per leggerlo, probabilmente va a toccare qualche parte di voi che vuole essere vista.

17834194_10212768596120843_520082224962530597_oEmanuela Casadei Giunchi

– Tutto è perfetto –   Anima edizioni

Coaching: Quando, Perchè

Quando e perchè scegliere di iniziare un percorso di life coaching ?

Prendo spunto soprattutto dal materiale che i miei clienti di volta in volta mi portano e su cui vogliono lavorare:

  • Mi ritrovo in situazioni sempre uguali e non capisco perchè, non ne vengo a capo. Cosa non vedo?
  • Ho in mente un preciso obiettivo da raggiungere ma per qualche ragione mi blocco,  mi perdo e non concludo. E’ molto frustrante.
  • Non capisco più nulla di ciò che accade nella mia vita. Cosa mi succede?
  • Non riesco più a tollerare questa situazione sul lavoro e voglio cambiare, ma la paura di fallire mi terrorizza e resto lì dove sono, con un carico di stress insopportabile.
  • Cosa succede nella relazione con il mio/la mia compagna ? Non ci riconosciamo più, la comunicazione diventa sempre più rancorosa e difficile….ma prima andava tutto bene!
  • Sento che questa relazione non va più bene per me, vorrei uscirne ma ho il terrore della solitudine, di ridisegnare la mia vita, di non trovare piu’ un partner. Sono insofferente ed infelice.
  • Non mi sento capace di fare niente, un perfetto fallito. Mi sembra che nulla funzioni nella mia vita.
  • Non so più chi sono, quali sono i miei punti di forza, non riconosco il mio valore, mi sento perso.
  • Voglio migliorare il mio rapporto di coppia, che faccia un salto di qualità.
  • Non sopporto alcun cambiamento, anche minimo. Mi prende il panico. Mi sento paralizzato.
  • Sono in preda ad un’ansia costante, non riesco a pensare ed agire in maniera lucida ed efficace.

In queste e molte altre situazioni di  possiamo decidere di assumerci la responsabilità della nostra vita e dei suoi aspetti per noi piu’ difficoltosi, e SCEGLIERE DI FARCI AIUTARE. Spezzare così quegli schemi che portiamo avanti in maniera del tutto inconsapevole, e che non funzionano più.

Non è stimolante l’idea di riscoprirti, ritrovarti, più consapevole di te e di ciò che provi, di ciò che vuoi per la tua vita, gettare via vecchi schemi  e fare spazio al nuovo ?

Puoi SEMPRE scegliere. C’è sempre una possibilità, talvolta da soli  è più difficile coglierla.

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Contattami per un incontro conoscitivo gratuito: ferrariste66@gmail.com

 

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Il libro di marzo

Qualche giorno fa ho seguito un seminario tenuto dalla sempre bravissima Erica Poli, argomento : IL VALORE DEL PERDONO.

Il lavoro svolto partiva da un assunto di base che sovverte la comune accezione di perdono, e cambiandone la prospettiva libera nuove energie  e possibilità di contattare un maggior ben-essere. L’assunto è il seguente: in genere intendiamo il perdono possibile solo a fronte di un RISARCIMENTO che pretendiamo da colui/colei da cui riteniamo di aver subito un torto. Ma in questa ottica noi assumiamo la posizione di VITTIME, subiamo, accumuliamo senso di frustrazione e rabbia, tutti veleni per l’organismo e per l’anima. In questa ottica non riusciamo mai ad essere veramente liberi, dipendiamo dalle azioni/decisioni del presunto carnefice e restiamo bloccati a ciò che è stato.

Spostando il punto di vista (ed è certo un notevole spostamento) possiamo provare a vedere il torto subito come un segnale, un’occasione da cogliere per lavorare sulla ferita inferta e trasformarla in opportunità di crescita, di evoluzione personale. Questo è il cosiddetto PERDONO TRASFORMATIVO, che prescinde dal risarcimento come condizione irrinunciabile anzi, se tutto ciò che ci accade ci aiuta in qualche modo a recuperare parti di noi “bloccate”, questa qualità di perdono ci restituisce una maggior consapevolezza di noi stessi, e paradossalmete arriviamo a comprendere che in realtà non c’è proprio nulla da perdonare! Per un perdono di questo genere è necessario uscire dalla solita logica del giudizio e della dualità bene/male, dalla logica per cui chi perdona è debole o poco dignitoso, ma quanta libertà riconquistata!

Immagino che alcuni di voi possano irritarsi nel leggere queste righe, e va benissimo, si mobilitano le emozioni opportune.

Ad ogni modo qui ho dato solo alcuni spunti per provare ad assumere un nuovo punto di vista, che è sempre un’occasione di ampliamento della nostra coscienza. Nel libro che vi consiglio questo mese trovate un trattato ricchissimo sull’argomento.

Con la Primavera facciamo entrare anche una nuova visione, buona lettura.perdono-assoluto-colin-tipping

Colin Tipping, Il perdono assoluto.  Ed. macro

Quel momento

C’è un particolare momento, che accade sempre anche se con tempi e modi differenti per ogni persona, che non smette di emozionarmi, ogni volta.

Durante il percorso con il cliente arriva il momento in cui qualcosa si modifica, qualcosa scatta, qualcosa si manifesta e una volta manifestato tutto cambia. E’ il momento in cui il cliente comincia a sentire, attraverso il suo corpo, attraverso l’emozione ed il cambio di stato, che una trasformazione importante ha cominciato il suo corso e da lì in poi sarà inarrestabile. Tramite il lavoro svolto la persona comincia a prendere contatto con le proprioe emozioni, a riconoscerle ed accettare anche quelle che aveva sempre evitato e non voluto vedere/sentire. Si aprono mondi nuovi,  nuove possibilità, prospettive più ampie nella gestione della difficoltà, del blocco, del conflitto, che prima non riuscivano ad emergere e imprigionavano nei soliti schemi, difese, rigidità  divenute ormai prigione e pensieri ripetitivi fino quasi all’ossessione, con un grande dispendio di energie e un  profondo disagio e  senso di impotenza rispetto alla possibilità di uscire dalla difficoltà.

In quel preciso momento di consapevolezza che un sentire profondo sta cambiando, che possiamo sempre scegliere, che i limiti sono nei nostri schemi mentali antichi e cristallizzati, ecco che il corpo diventa più sciolto, si libera una nuova energia, lo sguardo si illumina nella gioia della forza e nuova prospettiva ritrovata o scoperta per la prima volta.

Tutte le risorse che ci servono sono in noi, dobbiamo tornare alla nostra essenza profonda per ritrovarle ma sono sempre state là, da qualche parte, sepolte ma pronte a riemergere fiere appena ce lo permettiamo!

In questo processo io sono un mezzo, uno strumento che aiuta la persona a procedere in un lavoro che è solo suo.  Vale davvero la pena di cominciare.

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Il progetto dietro al problema

“Si devono lasciare i nostri vecchi abiti e le nostre vecchie abitudini. Abbiamo la tendenza intellettualizzante a voler assolutamente trovare una causa ai nostri problemi.

Anzichè andare verso l’accettazione dei nostri inevitabili limiti e della nostra finitezza di esseri umani, vogliamo trovare fatti che ci hanno recato danno e persone colpevoli di limitarci.

Piuttosto che cercare la causa di un problema, è più produttivo scoprire il progetto che rivela. Chi voglio diventare? Quale desiderio bussa alla mia porta? In questo modo ogni intoppo è un mezzo per meglio accogliere la mia parte vulnerabile e per diventare un essere più completo.

Trasformarsi, lasciare i sentieri conosciuti e le idee ritrite permetteranno gradualmente di passare dal bisogno all’incontro tra esseri umani e al desiderio che ne è il segno, non più in vista di un consumo, ma per esistere e relazionarci in uno spazio che non riguarda più la soddisfazione del bisogno stesso. Attaccamento e brama riducono tutto a invidia, egoismo, a rifiuto di ogni forma di frustrazione e di qualsiasi tipo di mancanza.

La trasformazione ci invita a uscire dai nostri immobilismi, troppo comodi per essere lasciati facilmente, per ritrovare il gusto del movimento e rimetterci in cammino. Abbandonare i nostri vecchi giri di giostra ci darà il gusto, la spinta, di partire per cercare di incontrare noi stessi”

S. Tomasella                            (immagine: Georgia O’Keeffe)

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Vi aspetto!

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Il libro di Gennaio

poliNel passaggio dal 2016 al nuovo anno appena iniziato, mi sono regalata la lettura di un altro splendido libro della Dott. Poli: vi avevo già parlato dei suoi preziosissimi ” Anatomia della coppia” e “Anatomia della coscienza quantica”.

Ebbene, eccomi ora a cimentarmi con “Anatomia della guarigione”. Un libro che mi ha costretto a fermarmi e chiuderlo più volte tanto è denso di contenuti, spunti, vere e proprie (per  me) rivelazioni sullo sviluppo della nostra vita emotiva e delle svariate  ramificazioni che essa prende dai nostri primissimi mesi di vita (e anche prima, nel grembo materno). Si, perchè per guarigione qui si intende in primis quella emotiva, che risolve poi moltissime problematiche del nostro corpo fisico. Ecco riportati alcuni brevi passi:

“Se le emozioni represse, le emozioni distruttive inconscie, i copioni emotivi disfunzionali non vengono riparati, essi continuano a intrudere nei percorsi di crescita personale. In altri termini, là dove vi fossero degli irrisolti emotivi, è come se vi fosse una zavorra tale che, per quanti sforzi la persona faccia di volare in alto, e per quanto talora ci riesca con grande impegno e forza di volontà, tuttavia, poi, le emozioni ancora irrisolte si fanno sentire e producono una caduta, anche rovinosa, per la stima di sè e la fiducia nella possibilità di una reale trasformazione.”

“Non a caso le emozioni vengono anche ascritte al corpo emozionale, o corpo di dolore (E. Tolle), considerato un corpo denso, con una vibrazione bassa, perlomeno per quelle emozioni che sono state represse, le ferite e i blocchi emotivi di cui parleremo.”

Come sempre, buona lettura e buon cammino verso noi stessi

Verso il Nuovo, dentro di noi

Il mio Augurio di un radioso 2017, nella ricerca di ciò che realmente ci appartiene.

Con gratitudine

cascata(immagine; Hokusai, la cascata di Amida)

Nuovi Inizi

“Nessuna possibilità per il futuro è da scartare”

                                                                                           N. D. Walsch

Questo il mio augurio per tutti voi, con Amore

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